A cura del dott. Mattia Luca Castellani, specializzato in Tecniche Ortopediche.
Lo STUDIO CASTELLANI, del Dott. in Tecniche Ortopediche Mattia Luca Castellani, con sede a Torino in Via Fratelli Carle 7, è specializzato da anni nella clientela cestistica a livello nazionale. Società sportive si rivolgono a noi per poter risolvere patologie e o migliorare le performance sportive dei loro atleti.
I TRAUMI TIPICI NEL BASKET
La patologia traumatica nel basket è ricollegabile a gestualità tecniche specifiche come i salti e i rimbalzi. Va evidenziato inoltre che determinati ruoli come i centri e le guardie sono i ruoli più a rischio d'infortuni.
Sempre più in aumento sono i traumi dell’arto superiore, (distorsioni metacarpo-falangee ed interfalangee). Lesioni dovute, nella maggioranza dei casi, soprattutto alla gestione della palla ed ad un'aumentata aggressività ed intensità dei contatti fisici durante le varie fasi del gioco.
Da indagini e statistiche si conferma comunque che i meccanismi lesivi riguardano maggiormente gli arti inferiori (circa il 70%), settore nel quale opero tutti i giorni.
La lesione più frequente nel basket è a carico dell’articolazione tibio-tarsica.
Lesione che si verifica dopo un tiro in sospensione, dopo un salto o un rimbalzo “sotto i tabelloni”, quando la forza d'impatto sul parquet supera notevolmente il peso corporeo reale del giocatore e l’apparato muscolo-scheletrico-tendineo viene messo a dura prova dall’onda di shock che si genera dall’impatto del piede al terreno, ripercuotendosi su tutta la struttura dell’atleta, come un’energia negativa che lo percorre dal basso verso l’alto.
Il meccanismo di lesione è in inversione ovvero: flessione plantare della tibio-tarsica, varismo sotto astragalico, flessione interna medio tarsica.
Il legamento peroneo astragalico anteriore è nell’80% quello più interessato. L’entità delle lesioni non è relativa allo standard di competizione, sesso, età, altezza, numero delle partite giocate per settimana, ma alla quantità degli allenamenti sostenuti.
Durante una partita di basket, l’articolazione del piede, come quella del ginocchio, viene sottoposta a carichi fino a nove volte peso corporeo. E’ consigliabile, come momento preventivo, che gli atleti, tenendo conto del profilo fisiologico, si indirizzino verso un miglioramento delle capacità condizionali e coordinative e che abbiano a disposizione ortesi su misura di alto livello che disperdano il più possibile lo shock traumatico al terreno.
L’analisi dei meccanismi traumatici nella pallacanestro trova, negli ultimi anni, articoli e pubblicazioni che hanno riportato dati epidemiologici che confermano che le lesioni micro traumatiche sono maggiori rispetto a quelle acute.
Le patologie da overuse nel basket sono legate alla ripetitività della gestualità tecnico-atletica e spesso ad errori nella programmazione dell’allenamento. Esse sono maggiormente a carico dell’arto inferiore, jumper’s knee, tendiniti e tendinosi dell’achilleo, e condropatia femoro rotulea, quest’ultima a carico soprattutto delle giovani cestiste. La patologia acuta interessa sostanzialmente la caviglia e il ginocchio.
I traumi distorsivi dell’articolazione tibio-tarsica sono, da sempre, per frequenza il primo evento lesivo nel basket. Il meccanismo traumatico delle lesioni del legamento crociato anteriore è ricollegabile all'alto numero di sollecitazioni diversificate, torsionali e di lateralità, cui il ginocchio è sottoposto durante le varie fasi del gioco.
Nel basket femminile sembrano prevalere, da quanto si evince infortuni a carico del ginocchio (lesione del LCA isolata od associata), ricollegabile secondo molti autori ad alterazioni del ciclo mestruale.
Per poter prevenire determinati infortuni, eseguo test posturali dello studio dell’appoggio plantare in statica ed in dinamica per valutare singolarmente le pressioni che ciascun atleta, in modo diverso uno dall’altro, sollecitano in base al ruolo di gioco e fisionomia anatomica.
Il test va eseguito mediante software baropodometrico. Nella nostra struttura, nello specifico, utilizziamo un tapis roulant con sensori capacitivi di pressione che può esaminare l’atleta fino a 22 km\h e un sistema di telecamere che registra le rotazioni e i gradi di flesso-estensione e prono-supinazione degli arti inferiori. In seguito a queste considerazioni, eseguo una scansione 3d dei piedi mediante sistema cadcam e realizzo le ortesi plantari su misura ad hoc.
I plantari su misura sono ausili ortopedici per il trattamento di alterazioni del piede causate da mutamenti della situazione statica o dinamica. Con il plantare si può ottenere uno scarico con la redistribuzione delle forze che agiscono sul piede. Può correggere una postura viziata come un piede piatto o cavo, che possono favorire l’insorgenza di traumi distorsivi.
La prevenzione della caviglia dell’atleta passa attraverso una stretta collaborazione tra medico, fisioterapista e preparatore atletico in modo da porre le giuste premesse per fornire all’allenatore atleti in buone condizioni di forma e contemporaneamente con basso rischio di reinfortunio per quanto riguarda almeno i problemi di caviglia. Tale sinergia è applicabile alle squadre professionistiche, mentre diventa un grosso problema nella stragrande maggioranza dei giocatori “della domenica” (che tra l’altro si trovano sovente a giocare su terreni più duri come l’asfalto).
I plantari vengono realizzati con materiale EVA (Etil Vinil Acetato) materiale sintetico anallergico e antibatterico specifico per l’attività sportiva.
La mia “arma segreta” in questo sport è stato unire alla mia progettazione dei plantari il NOENE®!Sfruttando la mia esperienza personale e l’ottimo rapporto instaurato con atleti di massimo calibro, ora diventati amici, autorizzato da loro ad usare le immagini ed a raccontarvi la loro esperienza fino alla risoluzione completa della patologia, illustro alcuni esempi dell’utilizzo di Noene “su misura” applicato alla mia correzione plantare.
Ecco i nomi degli atleti che hanno rilasciato la loro testimonianza (clicca sul nome per leggerla):
- -> CONTI Francesco
- -> SANDRI Daniele
- -> TOMMASINI Claudio
- -> PORTANNESE Marco
- -> LOSCHI Federico
- -> VIGLIANISI Kenneth
Ogni atleta che pratica questo affascinante sport dovrebbe utilizzare il Noene a mio avviso sostituendo la classica soletta standard delle calzature!
Nello specifico consiglio le solette UNIVERSAL-NO2, che è un modello confortevole per i giocatori e rispetta delle caratteristiche d’assorbimento d’urto ottimali per questo tipo di gioco, a coloro che già usano plantari su misura eseguiti da altri tecnici ortopedici che non lo includano nella loro progettazione e realizzazione personalizzata.
In alternativa, in atleti che non usano ortesi personalizzate, consiglio di sostituire la soletta standard con i plantari ERGONOMIC-AC2 che è ancora più confortevole essendo più ammortizzante anche nei rimbalzi tramite la componente EVA e il fisiologico sostgno dell’arco plantare.
Il Noene, innovativo materiale anti-shock, esprime al massimo le sue capacità già nei prodotti standard poiché quando pratichiamo sport, le nostre articolazioni ne risentono. Le onde d’urto producono un effetto nocivo che si propaga dalle caviglie fino alla nuca e può sfociare in problemi che in casi estremi risultano molto dolorosi. Queste vibrazioni con il loro effetto nocivo si propagano a tutti i punti nevralgici dell’apparato locomotore, provocando microtraumi prolungati.
NOENE assorbe e disperde le vibrazioni nocive evitando che danneggino il nostro corpo. Il risultato: diminuisce la sollecitazione delle nostre articolazioni prevenendo di conseguenza l’insorgere di problemi.
Mattia Luca Castellani
Dott. in Tecniche Ortopediche Università degli Studi di Pavia Studio: Via Fratelli Carle 7, To T: 0110371651
Sito web: www.plantaricastellani.it