A cura del dott. Mattia Luca Castellani, specialista in Tecniche Ortopediche
Contatti - email: castellani_mattia@hotmail.com; cell.: 327-9334 124 «Camminare significa aprirsi alla vita. Godimento del tempo e dei luoghi, è uno scarto rispetto alla modernità. Viaggiare a piedi è un gesto trasgressivo, una potente affermazione di libertà rispetto ai ritmi imposti dalla modernità», scrive David Le Breton nel suo originale libro «Il mondo a piedi: elogio della marcia».
Sono perfettamente in accordo con lo scrittore, ma, come ogni cosa bella, anche questa ha il suo lato negativo se non si prendono i giusti accorgimenti. Riviste, media ed esperti consigliano di camminare maggiormente ricordando che si tratta di un semplice ed economico esercizio fisico quotidiano. Affinché questa sana abitudine sia efficace, e soprattutto apporti i necessari benefici alla salute, occorre avere una serie di accortezze.
Camminare è un gesto automatico per cui a volte non diamo importanza al grande dispendio d' energia che ne consegue e dove esso venga maggiormente scaricato. Piedi, ginocchia, schiena, muscoli e tendini vengono messi a dura prova specialmente sui terreni duri: quelli che calpestiamo ogni giorno nelle nostre città.
Da un semplice e ripetuto gesto possono scaturire disagi che, inizialmente scambiati per semplici fastidi, sono invece delle vere e proprie patologie. Scelta fondamentale è quella della calzatura. Spesso, vittime della moda, le persone acquistano calzature “di tendenza”, venendo meno ad una valutazione oggettiva delle proprietà tecniche di queste ultime.
In primo luogo, devono essere comode e devono far mantenere una postura corretta. Una suola rigida distribuisce meglio su tutto il piede i carichi a cui lo sottoponiamo nella fase di spinta del passo. Camminando si accresce il peso che le ginocchia e i piedi devono reggere, così una postura adeguata supporta meglio le estremità: i piedi non devono poggiare troppo verso l'esterno o verso l'interno, la colonna vertebrale non deve essere inarcata, mentre la testa deve essere alta e le spalle rilassate.
Nella mia professione di tecnico ortopedico, occupandomi specialmente di arto inferiore ho raggruppato, chiaramente venendo meno a molti particolari, le principali nosologie riguardanti gli “esploratori della città”. La camminata inizia sul tallone, poi c' è la rullata ed infine il distacco, determinato dalla spinta delle dita del piede. Da questo armonioso movimento sovente si incorre in patologie che interessano, oltre che la struttura del piede dal tallone alla punta, ginocchia, schiena e cervicale. Le più comuni in una camminata e non corsa sono le metatarsalgie, le talloniti e le lombalgie.
La solette Noene, specie per le mie assistite più vanitose (che mai avrebbero rinunciato ad un bel dècolletè nonostante un'evidente invalidità biomeccanica) sono state la risposta vincente. I loro risultati dell'esame baropodometrico erano assolutamente nella norma, i loro piedi erano “perfetti”, non presentavano nessun quadro clinico di ulteriori disturbi quali un'eccessiva prono-supinazione o una dismetria degli arti inferiori tale da scompensare l'asse del bacino.
Con solette e i plantari anti-shock Noene® è come camminare sull'erba[/caption] Ovviamente non è stato sempre sufficiente per tutti. Quando i terreni duri divenivano solo la scintilla che accendevano la miccia di una bomba e cioè erano soltanto quello che infiammava un problema di struttura ossea quale un eccesso di cavismo\piattismo plantare era necessario fare del Noene, elemento fondamentale del plantare ortopedico su misura da me realizzato.
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Le solette e i plantari Noene possono aiutarti a ridurre significativamente, se non eliminare del tutto, molti dolori e fastidi permettendoti di tornare a camminare in tutta tranquillità e pieno benessere. Per saperne di più, leggi anche i seguenti articoli: