MODELLI TESTATI:

Da giugno ho cercato di non pensare alla “King Offas Dyke Race”, una gara lunga 300km da mare a mare, lungo l’antico confine che divide l'Inghilterra dal Galles con piu’ di 9500m di dislivello.
Non sono nuovo a gare di ultra distanza. Mi piacciono e mi fanno sentire vivo. Se poi sono in montagna e su sentieri selvaggi, mi ispirano ancora di piu’. Ho avuto la fortuna di partecipare alle gare dell’ultra trail del Monte Bianco, a varie gare di skyruning in Italia e in Svizzera. Ho corso molte altre in Inghilterra, dove vivo da tanti anni. Il fatto sorprendente e’ che non penso sarei riuscito ad avere così tante avventure e soddisfazioni senza i benefici che le solette Noene apportano.
Negli ultimi 3 anni sono stato piuttosto fortunato in quanto non ho avuto infortuni ne’ di tipo muscolare o nervoso/articolare. Questo lo attribuisco anche alla tecnologia Shock Absorbing delle solette Noene.
Quest’anno la storia e’ stata diversa. Dal mese di giugno, nel cuore della preparazione atletica per la UTMB e la King Offas Dyke Race, ho cominciato ad avere problemi. Prima una infezione di tipo virale, poi una caduta con lussatura delle costole e in fine a poche settimane dalla UTMB, regina delle gare ultra trail, ho sofferto uno strappo muscolare inguinale. In 3 mesi sono riuscito a coprire meno di 70km in allenamento e solo due gare trail con un complessivo di 130km. Con tanta tristezza ho dovuto ritirarmi dalla UTMB 2016.
A metà settembre ho dovuto decidere se presentarmi alla partenza della gara inaugurale lungo il sentiero nazionale “Offas Dyke”. Il cuore mi ha detto: “vai”, ma la testa mi ha presentato con tanti dubbi. Ho considerato i tempi permessi che non mi sembravano ne’ proibitivi ne’ generosi. 300km, 9500m +/- e 96 ore. Ben sapendo che avrei dovuto usare molto saggiamente le mie energie tra le scelte essenziali fatte ho preso in considerazione solo un paio di scarpe da trail, le mie Scott Kinabalu Supertrac. Ho aggiunto due inserti Noene: “Ergonomic AC2” e le “Universal NO2”. Per essere piu’ sicuro ho usato 2 paia di calze in lana merino “Inov8 Mudsoc”. Mi sono presentato alla partenza con la determinazione di portare la gara a casa e essere uno dei primi a completare questa incredibile sfida, senza fallire.
La gara ha avuto inizio alle 8 di sera. Dopo una notte fredda, ma asciutta, il tipico meteo del Galles e’ arrivato... I 3 giorni seguenti hanno portato pioggia in abbondanza: pioggia forte, pioggia e vento, pioggerella, nebbia e pioggia e grandine con qualche raggio di sole... con i piedi costantemente immersi nell’erba lunga e bagnata.
Ho sofferto molto per accettare il mio ritmo lento durante la prima parte della gara e raggiungere i 150km non e’ stato facile. Ho anche scelto di vivere un’esperienza nuova decidendo di fare gruppo con due amici di un altro club con il solo obiettivo di arrivare fino in fondo. A metà gara mi sono accorto di non soffrire affatto di dolori muscolari o alle articolazioni. Tuttavia ho cominciato a soffrire di vesciche. Fortunatamente c’erano nell’organizzazione degli esperti paramedici che mi hanno aiutato a continuare.
Come in tutti i viaggi ci sono stati momenti duri. Tra il secondo e il terzo giorno si e’ rischiato l’ipotermia, sono arrivate le allucinazioni, il desiderio di ritirarmi o la tristezza per i vari compagni che si sono fermati. Ai 240 km il dolore ai piedi e meno di 6 ore di sonno per poco non mi hanno sopraffatto. A questo punto mi sono ricordato che mancavano solo una maratona e una mezza maratona alla fine della gara più lunga che avessi mai percorso.
Ho deciso di continuare l’ultima parte della gara da solo al mio ritmo e ho lasciato i miei due amici a riposarsi un po’ all’ultimo ristoro. Durante la notte il freddo, il buio e le salite irte e tecniche mi hanno messo molto alla prova nella regione delle colline Clwydian. Dopo avere raggiunto l’ultimo ristoro alle 4 di mattina con poco più di 21km da percorrere ho dato uno sguardo alla classifica. A 280km mi sono reso conto di essere ventinovesimo sui 100 partiti e 44 rimasti.
Col meteo migliorato e la voglia di completare la mia avventura ho ritrovato l’energia e la voglia di correre. Di colpo mi sono reso conto che il mio corpo non aveva sofferto molto le centinaia di chilometri di trail in collina e montagna a parte le vesciche davvero dolorose. Chilometro dopo chilometro mi sono sentito più forte. A 5km dalla fine ho incontrato un signore lungo il sentiero che mi ha detto: “continua così che li prendi!”. Senza pensare il desiderio di gareggiare ha vinto. Ho cominciato a correre forte e all’ultimo chilometro con un sorriso e una pacca sulla spalla ho congratulato e superato 4 grandi amici che in genere considero più forti di me.
Ho completato la King Offas Dyke gara inaugurale in poco piu’ di 85 ore e in 22ma posizione. La cosa più sorprendente per me e’ stata che dopo 300km in questa gara durissima, quattro giorni dopo, sono tornato ad allenarmi. So che sarei riuscito a correre anche prima, se non fosse stato per le vesciche – la prossima volta devo fasciare i piedi dall’inizio. Non posso dire che grazie alle solette Noene che come negli ultimi 3 anni mi hanno permesso di completare la gara regina della mia stagione di Ultra Trail che sembrava un sogno impossibile da raggiungere dopo tanti infortuni e imprevisti.
Se volete provare a cimentarvi in quest’avventura l’edizione 2017 sara’ disputata tra il 15 – 19 Settembre. Per ulteriori informazioni: http://kingoffasdyke.co.uk. Non dimenticate le solette Noene Univeral NO2 e le Ergonomic AC2.
Se volete contattarmi: runanywhereuk@gmail.com o www.facebook.co.uk/runanywhere

Da giugno ho cercato di non pensare alla “King Offas Dyke Race”, una gara lunga 300km da mare a mare, lungo l’antico confine che divide l'Inghilterra dal Galles con piu’ di 9500m di dislivello.
Non sono nuovo a gare di ultra distanza. Mi piacciono e mi fanno sentire vivo. Se poi sono in montagna e su sentieri selvaggi, mi ispirano ancora di piu’. Ho avuto la fortuna di partecipare alle gare dell’ultra trail del Monte Bianco, a varie gare di skyruning in Italia e in Svizzera. Ho corso molte altre in Inghilterra, dove vivo da tanti anni. Il fatto sorprendente e’ che non penso sarei riuscito ad avere così tante avventure e soddisfazioni senza i benefici che le solette Noene apportano.
Negli ultimi 3 anni sono stato piuttosto fortunato in quanto non ho avuto infortuni ne’ di tipo muscolare o nervoso/articolare. Questo lo attribuisco anche alla tecnologia Shock Absorbing delle solette Noene.
Quest’anno la storia e’ stata diversa. Dal mese di giugno, nel cuore della preparazione atletica per la UTMB e la King Offas Dyke Race, ho cominciato ad avere problemi. Prima una infezione di tipo virale, poi una caduta con lussatura delle costole e in fine a poche settimane dalla UTMB, regina delle gare ultra trail, ho sofferto uno strappo muscolare inguinale. In 3 mesi sono riuscito a coprire meno di 70km in allenamento e solo due gare trail con un complessivo di 130km. Con tanta tristezza ho dovuto ritirarmi dalla UTMB 2016.
A metà settembre ho dovuto decidere se presentarmi alla partenza della gara inaugurale lungo il sentiero nazionale “Offas Dyke”. Il cuore mi ha detto: “vai”, ma la testa mi ha presentato con tanti dubbi. Ho considerato i tempi permessi che non mi sembravano ne’ proibitivi ne’ generosi. 300km, 9500m +/- e 96 ore. Ben sapendo che avrei dovuto usare molto saggiamente le mie energie tra le scelte essenziali fatte ho preso in considerazione solo un paio di scarpe da trail, le mie Scott Kinabalu Supertrac. Ho aggiunto due inserti Noene: “Ergonomic AC2” e le “Universal NO2”. Per essere piu’ sicuro ho usato 2 paia di calze in lana merino “Inov8 Mudsoc”. Mi sono presentato alla partenza con la determinazione di portare la gara a casa e essere uno dei primi a completare questa incredibile sfida, senza fallire.
La gara ha avuto inizio alle 8 di sera. Dopo una notte fredda, ma asciutta, il tipico meteo del Galles e’ arrivato... I 3 giorni seguenti hanno portato pioggia in abbondanza: pioggia forte, pioggia e vento, pioggerella, nebbia e pioggia e grandine con qualche raggio di sole... con i piedi costantemente immersi nell’erba lunga e bagnata.
Ho sofferto molto per accettare il mio ritmo lento durante la prima parte della gara e raggiungere i 150km non e’ stato facile. Ho anche scelto di vivere un’esperienza nuova decidendo di fare gruppo con due amici di un altro club con il solo obiettivo di arrivare fino in fondo. A metà gara mi sono accorto di non soffrire affatto di dolori muscolari o alle articolazioni. Tuttavia ho cominciato a soffrire di vesciche. Fortunatamente c’erano nell’organizzazione degli esperti paramedici che mi hanno aiutato a continuare.
Come in tutti i viaggi ci sono stati momenti duri. Tra il secondo e il terzo giorno si e’ rischiato l’ipotermia, sono arrivate le allucinazioni, il desiderio di ritirarmi o la tristezza per i vari compagni che si sono fermati. Ai 240 km il dolore ai piedi e meno di 6 ore di sonno per poco non mi hanno sopraffatto. A questo punto mi sono ricordato che mancavano solo una maratona e una mezza maratona alla fine della gara più lunga che avessi mai percorso.
Ho deciso di continuare l’ultima parte della gara da solo al mio ritmo e ho lasciato i miei due amici a riposarsi un po’ all’ultimo ristoro. Durante la notte il freddo, il buio e le salite irte e tecniche mi hanno messo molto alla prova nella regione delle colline Clwydian. Dopo avere raggiunto l’ultimo ristoro alle 4 di mattina con poco più di 21km da percorrere ho dato uno sguardo alla classifica. A 280km mi sono reso conto di essere ventinovesimo sui 100 partiti e 44 rimasti.
Col meteo migliorato e la voglia di completare la mia avventura ho ritrovato l’energia e la voglia di correre. Di colpo mi sono reso conto che il mio corpo non aveva sofferto molto le centinaia di chilometri di trail in collina e montagna a parte le vesciche davvero dolorose. Chilometro dopo chilometro mi sono sentito più forte. A 5km dalla fine ho incontrato un signore lungo il sentiero che mi ha detto: “continua così che li prendi!”. Senza pensare il desiderio di gareggiare ha vinto. Ho cominciato a correre forte e all’ultimo chilometro con un sorriso e una pacca sulla spalla ho congratulato e superato 4 grandi amici che in genere considero più forti di me.
Ho completato la King Offas Dyke gara inaugurale in poco piu’ di 85 ore e in 22ma posizione. La cosa più sorprendente per me e’ stata che dopo 300km in questa gara durissima, quattro giorni dopo, sono tornato ad allenarmi. So che sarei riuscito a correre anche prima, se non fosse stato per le vesciche – la prossima volta devo fasciare i piedi dall’inizio. Non posso dire che grazie alle solette Noene che come negli ultimi 3 anni mi hanno permesso di completare la gara regina della mia stagione di Ultra Trail che sembrava un sogno impossibile da raggiungere dopo tanti infortuni e imprevisti.
Se volete provare a cimentarvi in quest’avventura l’edizione 2017 sara’ disputata tra il 15 – 19 Settembre. Per ulteriori informazioni: http://kingoffasdyke.co.uk. Non dimenticate le solette Noene Univeral NO2 e le Ergonomic AC2.
Se volete contattarmi: runanywhereuk@gmail.com o www.facebook.co.uk/runanywhere
21/11/2016
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Categories: Dicono di noi, Il parere degli Esperti
| Tags: dolori alle articolazioni, ultra trail, testimonianza runner, King Offas Dyke Race, 300 km trail, dolori muscolari