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Disturbi posturali e blocchi osteoarticolari. A cura della Dott.ssa Gretel Thedy

Disturbi posturali e blocchi osteoarticolari. A cura della Dott.ssa Gretel Thedy
Contributo a cura della dott.ssa Gretel Thedy SPECIALIZZAZIONE: Medico chirurgo, specialista in Psicologia Clinica, Esperta in Omeopatia, Fitoterapia, e dietologia INDIRIZZO STUDIO: via Astengo 1/1, 17100 Savona (SV) TELEFONO:  349/0696002

USO DELLE SOLETTE E DEI PLANTARI NOENE PER LO SPORT IN CASO DI DISTURBI POSTURALI E BLOCCHI OSTEOARTICOLARI

Le cause di un disagio posturale possono essere varie e spesso sono concatenate. Molto spesso dipendono da precedenti eventi traumatici, riferiti come traumi anche lievi o lontani nel tempo, ma che hanno alterato i rapporti intercorrenti lungo la catena delle articolazioni del collo, del tronco e degli arti.

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Il controllo dell'equilibrio e della postura viene comunque mantenuto a lungo con meccanismi di compenso del tono muscolare. Nascono così atteggiamenti posturali viziati, nel tempo si arriverà ad infiammazioni articolari cronicizzate.

Per il mantenimento del tono posturale intervengono i centri vestibolari dell'equilibrio, i cinque sensi, i propriocettori muscolotendinei e i centri del sistema nervoso centrale, a cui arrivano afferenze dalla periferia e da cui partono messaggi di controllo del tono muscolare.

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Un disturbo statico della postura porterà a tensioni e trazioni meccaniche e a conseguente rotazione posturale del tronco e delle spalle verso destra o verso sinistra, oppure a rotazione dell'asse sagittale con sbilanciamento del bacino e dell’articolazione, dell'atlante a livello cervicale o anche a rotazione dell'asse frontale, con accentuazione della cifosi e della scoliosi naturali.

SINTOMI

Tra i sintomi più spesso riferiti ai disturbi posturali avremo cervicalgie, dorsalgie e lombalgie, discopatie con nevriti periferiche agli arti superiori e inferiori per protrusioni o ernie discali, digrignamento dei denti (cd. bruxismo) o clicks temporo-mandibolari, gonalgie e infiammazioni del ginocchio, dell’anca e della spalla, con esiti artrosici.

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CAUSE

Le cause più frequenti dei disturbi posturali sono un alterato appoggio plantare, anchilosi post-traumatiche con rotazioni delle articolazioni del piede o della caviglia o del ginocchio, oppure vizi di posizione a livello del bacino, o anche alterazioni infiammatorie o circolatorie del labirinto dell'orecchio interno, disallineamento delle arcate dentali e malocclusioni, o anche difetti della vista, di convergenza e astigmatismo.

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Persino le cicatrici cutanee, inviando segnali al sistema nervoso centrale di blocco di flusso ionico, comportano variazioni di tono e di postura e alterazioni della deambulazione.

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RIMEDI

Come omeopata ed esperta in medicina complementare incontro spesso pazienti con disturbi posturali, che spesso si risolvono con l'uso di apparecchi ortodontici o di bite notturni, con lenti correttive o con esercizi per l'accomodazione, con l'uso di plantari elettromagnetici da me prescritti in modo personalizzato che riequilibrano le tensioni muscolari e permettono il recupero di un buon equilibrio posturale.

Agopuntura e neuralterapia, rieducazione posturale e lo sblocco manuale della colonna a livello dell'anca risultano spesso indicati.

Per ridurre il dolore e l'infiammazione, prescrivo spesso rimedi omeopatici o fitoterapici, che comportano minori effetti collaterali. Molti atleti, anche non professionisti, anche dopo traumi osteoarticolari, desiderano proseguire nell'attività sportiva ed essere competitivi.

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Abbiamo evidenziato con loro che dopo una ventina di chilometri di corsa, variabili a seconda dell’allenamento muscolare e della resilienza soggettiva, i dolori alle articolazioni coinvolte si accentuano e peggiora l’asse di rotazione del movimento articolare, con lesioni ai tessuti.

Via via, l’alterato uso di un piede o di una caviglia in primis, e del ginocchio e dell’anca poi, viene a causare spesso uno slittamento dei dischi intervertebrali e avremo un forte riacutizzarsi dell’infiammazione articolare a tutti i livelli.

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Ultimamente, ho iniziato a prescrivere l'uso di solette antishock Noene, in grado di proteggere il piede dai traumi della corsa.

Questo innovativo materiale assorbe fino al 98% le onde d’urto causate dall'impatto della pianta del piede col terreno, riducendo così il carico sull'arco plantare causato dalla forza di gravità durante il movimento, e preservando più a lungo le articolazioni della caviglia e del ginocchio.

I risultati sono stati subito evidenti, infatti il dolore articolare insorge dopo un maggior numero di passi e di  chilometri e la diminuzione del carico articolare permette, anche a chi ha avuto traumi, fratture o distorsioni nel passato, con conseguente infiammazione cronicizzata o anchilosi lieve, di fare lunghe camminate e corse in montagna.

Assorbire l’impatto col terreno usando le solette antishock Noene, protegge a salire tutte le articolazioni del corpo dai microtraumatismi dovuti all’impatto col terreno.

In gara, consiglio le solette Noene da 1 mm per non perdere la spinta (modello: INVISIBLE-SP01). In allenamento, solette Noene da 2 mm per un maggior assorbimento degli urti (modello: ERGONOMIC-AC2)

E consiglio spesso durante il riposo l'uso delle solette Noene rivestite con il tessuto Nexus Energy Source® (modello: OPTIMUM FOOT PAD). Questo tessuto contiene un'associazione di metalli nobili come platino, titanio e alluminio, che emettendo Raggi Infrarossi 'Lontani' (FIR) fanno aumentare la circolazione sanguigna dell'arcata plantare e attivano il metabolismo, drenando così più velocemente l'acido lattico e migliorando l'ossigenazione.

Io stessa, dopo aver avuto un incidente di parapendio anni fa, con conseguente frattura trimalleolare, volendo cimentarmi negli ultratrail in montagna, che appassionano la mia famiglia e gli amici, ho provato a usare le solette della Noene, così ho potuto correre più a lungo, godendomi la natura e la compagnia, e soprattutto il piacere di non “sentire” troppo il ginocchio sinistro!