. .
Carrello

La fascite plantare spiegata dal dott. Ernesto Ciravegna

La fascite plantare spiegata dal dott. Ernesto Ciravegna

a cura del dott. Ernesto Ciravegna

In una continua ottica di approfondimento delle problematiche fisiche a cui sia sportivi che persone comuni sono soggetti, abbiamo chiesto al dott. Ernesto Ciravegna di spiegarci meglio in cosa consistono la fascite plantare, la spina calcaneare e la tendinosi dell’Achilleo, e di darci  dei consigli pratici su come riconoscerle e curarle, anche grazie all’uso preventivo delle solette e dei plantari Noene®.

In questa sede, approfondiamo la problematica legata alla fascite plantare. Seguiranno nei prossimi giorni la seconda e la terza parte del suo contributo.

FASCITE PLANTARE: CAUSE E SINTOMATOLOGIA

Per fascite plantare, si intende un processo infiammatorio del cosiddetto "legamento arcuato" (detto anche "aponeurosi plantare"), che è una fascia fibrosa che parte dalla zona mediale del calcagno sino ad arrivare ai legamenti delle dita del piede. Tale infiammazione, di solito, avviene al livello dell'inserzione calcaneare (cioè alla base del calcagno, che è meno vascolarizzata). Tra le cause di tale patologia, ricordiamo:

  • - le possibili alterazioni posturali che modificano l’assetto podalico producendo una sindrome da sovraccarico
  • - dimorfismi del piede e del retropiede (soprattutto il piede cavo)
  • - calzature non idonee
  • - esiti di fratture
  • - ecc..

Gli sport più a rischio sono quelli che determinano una forza compressiva a livello calcaneare come il basket, il calcio, la corsa.

image4La fascite plantare può essere causata da modificazioni degenerative del legamento arcuato dovute a microtraumi ripetuti (tipici della corsa, specialmente su asfalto), che causano appunto una infiammazione dell'osso (periostite) da trazione e delle micro lacerazioni, oppure ad una eccessiva sollecitazione della fascia plantare. Questa patologia colpisce spesso, infatti, gli sportivi (maratoneti, giocatori di basket, calciatori, e altri atleti che praticano sport in cui gli arti inferiori sono molto sollecitati). Può accadere inoltre che durante movimenti particolarmente violenti, come ad esempio la fase di stacco durante il salto, oppure in situazioni nelle quali venga fortemente aumentato il carico sulla pianta del piede, come ad esempio correre velocemente in curva, si possa verificare una rottura dell'aponeurosi plantare alla sua origine calcaneare o nei flessori brevi delle dita.

Sintomi. La fascite plantare si può manifestare più comunemente al livello del calcagno (fascite plantare prossimale) oppure a livello del mesopiede (fascite plantare distale). Si presenta con graduale inizio del dolore all'interno del tallone, che provoca una deambulazione alterata, in cui si poggia prevalentemente l'avampiede. In caso di rottura della fascia plantare si avverte un dolore acuto, "a strappo", e non si riesce più a camminare. La sintomatologia dolorosa è molto caratteristica: al risveglio si avverte un dolore fortissimo ed è quasi impossibile muoversi; solo dopo aver camminato, anche per poco, si avverte un miglioramento.

image5Trattamento e cura. La fascite plantare difficilmente ha una risoluzione spontanea. Il trattamento immediato prescritto è generalmente l'applicazione locale di ghiaccio, accompagnato all'uso di una talloniera in silicone, a scarico calcaneare che ha lo scopo di assorbire gli urti, con un'ogiva centrale più morbida in modo da scaricare il carico del tallone lateralmente. Nei casi più gravi, può essere utile la terapia fisica (tecar terapia, massaggi, ultrasuoni, laser) associata a stretching della fascia plantare, del c.d. tendine di Achille e della muscolatura del polpaccio, nonché all'uso di plantari adeguati e ad infiltrazioni locali. Particolarmente utile l'agopuntura, con sedute mono o bisettimanali, allo scopo di disinfiammare la fascia plantare.

Recentemente ho introdotto una nuova terapia, che prevede le infiltrazioni di neuralterapia sullo sperone stesso, allo scopo di favorirne la "triturazione" col carico successivo. Quando la patologia è grave o non si risolve con le cure sopra descritte, si può valutare un intervento chirurgico, che prevede sempre il c.d. release della fascia plantare (ovvero dei tagli che consentono il rilascio e l'allungamento della fascia plantare).

IL TRATTAMENTO E LA CURA: CONSIGLI PRATICI

Il mio approccio è quello di praticare agopuntura, neuralterapia e mesoterapia, ma a questo tipo di cura sintomatica, bisogna sempre associare misure terapeutiche e presidi per accelerare la restitutio ad integrum e scongiurare le ricadute.

In fase di prevenzione, durante la fase sintomatica e il periodo di convalescenza, ritengo utilissimo, se non indispensabile, l'utilizzo di solette tipo le NOENE®, che utilizzo abitualmente per la mia attività sportiva e consiglio a tutti i miei pazienti.

In particolare, il protocollo terapeutico che adotto per tendinite o tendinosi dell'Achilleo, fascite plantare e sperone calcaneare, con ottimi risultati, è il seguente:

  • - N. 10 sedute di agopuntura mono settimanali associate a neuralterapia infiltrativa sullo sperone calcaneare e con tecnica segmentale (ponfi) sul tendine Achilleo se presente tendinite/osi dello stesso per le prime tre sedute , seguite da mesoterapia per le successive 7 sedute;
  • - Nella fase sintomatica, plantare in silicone a scarico calcaneare e solette NOENE 0,5 mm. OFP02 da utilizzare sotto la soletta nelle scarpe da tempo libero. Riposo funzionale.

A remissione della sintomatologia e in fase preventiva:

  • Sotto-plantari INVISIBLE-SP01 da 1 mm (si inserisce sotto il plantare standard delle scarpe) in gara;
  • Solette UNIVERSAL-NO2 da 2 mm (si inserisce nella scarpa solitamente a contatto con il piede o, se si preferisce l'appoggio della soletta std al di sotto delle stesse) da utilizzarsi in fasi di allenamento intenso , lunghi , o gare oltre i 100k; Le solette antishock NO2 sono più adatte per l'utilizzo sui terreni accidentati o sull'asfalto, offrendo una maggiore morbidezza;
  • Solette OPTIMUM-OPF2 da 2 mm, da utilizzare sopra la soletta nelle scarpe che si utilizza tutti i giorni (aiutano anche l'assorbimento dell'acido lattico ed il rilassamento muscolare grazie alla migliore ossigenazione del circolo sanguigno). Se si utilizzano scarpe da città a forma affusolata allora scegliere il modello OFP01 da 1 mm. Hanno un’azione defaticante post attività atletica;
  • - Plantari ERGONOMIC-AC2 (sostituiscono le solette standard delle scarpe sportive) che offrono anche un inserto in carbonio e kevlar per un migliore appoggio dell’arco plantare. Sono ottimi specialmente durante gli allenamenti offrendo un appoggio molto morbido.

Il consiglio è di utilizzare le solette Noene anche nelle scarpe da tempo libero pur sfruttarne i benefici durante tutta la giornata.

[av_promobox button='no' label='Click me' link='manually,http://' link_target='' color='theme-color' custom_bg='#444444' custom_font='#ffffff' size='large' icon_select='no' icon='ue800' font='entypo-fontello'] Dott. Ernesto Ciravegna Dott. Ernesto Ciravegna - Medico Chirurgo Agopuntura, mesoterapia, neuralterapia, omotossicologia, fitoterapia Studi: via  Astengo 1/1 Savona | via E. Accame 11 Pietra l. (SV) - Telefono: 348/2539651 - Email: dott.ciravegna@gmail.com [/av_promobox]