1. LA FRATTURA DI GALEAZZI
La frattura di Galeazzi prende il nome dall’ortopedico italiano Riccardo Galeazzi che la descrisse per la prima volta nel 1934; in
realtà il primo a parlare di questa particolare frattura è stato Astley Cooper nel lontano 1842.
La patologia descritta dai due ortopedici è una frattura del radio con una lussazione dell’articolazione radio-ulnare distale. La frattura è isolata e colpisce la giunzione del terzo distale a cui si unisce una lussazione del segmento distale dell’ulna: la situazione provoca uno spostamento importante dell’asse dell’avambraccio.
Questa tipologia di frattura è molto diffusa soprattutto fra i maschi e rappresentano il 3-7% di tutte le fratture dell’avambraccio. Solitamente la frattura di Galeazzi si manifesta a seguito di una caduta in avanti con il braccio teso. Colpisce di frequente di sportivi che praticano pallavolo, pattinaggio, basket, rugby, ect.
2. LE CAUSE
La causa principale che può provocare la frattura di Galeazzi è la caduta accidentale in avanti tenendo il braccio teso. Il questo modo tutto il peso corporeo grava sulla struttura del braccio provocando la frattura del radio e la lussazione dell’articolazione radio-ulnare distale.
Tra i fattori che possono aumentare la probabilità di contrarre una frattura del radio ci sono:
- - cadute accidentali;
- - attività sportive di ogni genere ma soprattutto pallavolo, pattinaggio, basket, rugby;
- - incidenti casalinghi.
3. LA SINTOMATOLOGIA
La sintomatologia della frattura di Galeazzi è:- - dolore e tumefazione ai tessuti molli che circondano il radio;

- - dolore e tumefazione al polso;
- - paralisi del nervo anteriore intraosseo (non si verifica in tutti i casi);
- - difficoltà nei movimenti del braccio, del polso e della mano;
- - deformità del braccio;
- - spostamento dell’asse del braccio.
4. I RIMEDI
La diagnosi della frattura di Galeazzi si basa su una visita dell’ortopedico seguita da TAC e risonanza magnetica. Il trattamento di guarigione dalla frattura di Galeazzi consiste nella riduzione della frattura a cielo aperto in modo da riportare il radio distale e il radio ulnare nella loro normale posizione anatomica. Si può anche intervenire con un trattamento non chirurgico ma solitamente l’osso tende a fratturarsi nuovamente.
5. I GRIP NOENE®
Per proteggere le mani, i polsi, i gomiti e le braccia, il prodotto Noene® più indicato è il grip antishock. Testato in moltissime circostanze, il grip antishock è indicato per tutte le situazioni in cui mani e braccia sono soggette a sollecitazioni, sia nello sport che nelle attività quotidiane. E’ utile per chi svolge delle attività sportive in cui è elevato il rischio di caduta accidentale e per chi soffre di problemi alle ossa.
I principali benefici sono:
- Riduzione del formicolio causato dalla vibrazioni continue su mani e braccia (ciclismo);
- Negli sport con racchetta (es. squash, tennis, paddle) elimina gli shock che causano le infiammazioni ai tendini (es. epicondilite, meglio nota come “gomito del tennista”);
- Protezione di mani e braccia dai micro-traumi derivanti dalle vibrazioni a cui sono soggette in determinate attività (es. MTB).
Utilizzate il grip antishock Noene® per proteggere le vostre braccia!
18/03/2015
|
Categories: Salute e Benessere, Patologie e Suggerimenti
| Tags: Solette, sport, plantari, ossa, pallavolo, polso, grip noene, frattura, pattinaggio, Mano, plantari antishock, solette per sportivi, patologie muscolari, atleti, atletismo, sportivi, frattura di Galeazzi