1. LA FRATTURA DI MONTEGGIA
La frattura di Monteggia è stata descritta per la prima volta da Giovanni Battista Monteggia tra la fine del 1700 e i primi del 1800. La patologia colpisce il braccio e consiste in una frattura del III prossimale dell’ulna associata ad una lussazione anteriore della testa radiale. Sono state classificate 4 tipologie di frattura di Monteggia:- - TIPO I: è la frattura al III medio o III prossimale dell’ulna con una lussazione anteriore della testa radiale; è la tipologia più diffusa.
- - TIPO II o REVERSED MONTEGGIA: è la frattura al III medio o prossimale dell’ulna con una lussazione posteriore della testa radiale.
- - TIPO III: è la frattura dell’ulna con una lussazione laterale della testa radiale.
- - TIPO IV: è la frattura al III medio o III prossimale dell’ulna con una lussazione anteriore della testa radiale e frattura del III prossimale del radio; è la tipologia più rara.
2. LE CAUSE
Solitamente la frattura si manifesta a seguito di una caduta accidentale sulla mano mantenendo l’avambraccio in una posizione pronata: il corpo, facendo perno sulla mano, ruota provocando una dislocazione del radio che va ad urtare contro l’ulna e la frattura. Non sempre alla lussazione segue una frattura. Tra i fattori che possono aumentare la probabilità di contrarre una frattura dell’ulna ci sono:- - le cadute accidentali;
- - le cadute accidentali dall’alto;
- - le attività sportive di ogni genere ma soprattutto pallavolo, pattinaggio, basket, rugby;
- - gli incidenti casalinghi;
- - gli incidenti automobilistici;
- - un colpo diretto.
3. I SINTOMI
La frattura di Monteggia si manifesta attraverso:- - dolore;
- - gonfiore;
- - lividi ed ematomi;
- - difficoltà nella rotazione dell’avambraccio;
- - deformità del braccio;
- - il braccio fratturato appare più corto del braccio sano;
- - debolezza delle dita e del polso;
- - intorpidimento delle dita e del polso.
4. I RIMEDI
Per trattare una frattura di Monteggia è necessario rimettere le ossa rotte nella loro posizione anatomica ed immobilizzarle fino alla completa guarigione: quindi occorre procedere con la riduzione del radio e dell’ulna, infatti soltanto dopo un perfetto allineamento è possibile guarire perfettamente, mentre in caso contrario potrebbero presentarsi dei problemi nei movimenti del polso e del gomito. Successivamente è prevista la doccia gessata per mantenere il braccio immobile. Nel caso in cui entrambe le ossa sono rotte o la frattura è esposta, è necessario procedere con un intervento chirurgico a cui segue l’inserimento del gesso. Solitamente il paziente colpito da una frattura di Monteggia guarisce completamente dopo 3-6 mesi.
5. I GRIP NOENE®
Per proteggere le mani, i polsi, i gomiti e le braccia, il prodotto Noene® più indicato è il grip antishock. Testato in moltissime circostanze, il
grip antishock è indicato per tutte le situazioni in cui mani e braccia sono soggette a sollecitazioni, sia nello sport che nelle attività quotidiane. E’ utile per chi svolge delle attività sportive in cui è elevato il rischio di caduta accidentale e per chi soffre di problemi alle ossa.
I principali benefici sono:
- Riduzione del formicolio causato dalla vibrazioni continue su mani e braccia (ciclismo);
- Negli sport con racchetta (es. squash, tennis, paddle) elimina gli shock che causano le infiammazioni ai tendini (es. epicondilite, meglio nota come “gomito del tennista”);
- Protezione di mani e braccia dai micro-traumi derivanti dalle vibrazioni a cui sono soggette in determinate attività (es. MTB).
Utilizzate il grip antishock Noene® per proteggere le vostre braccia!
19/03/2015
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Categories: Salute e Benessere
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