1. FRATTURA DELL’OLECRANO
L’ olecrano è quella parte dell’ulna che forma il gomito e che può fratturarsi molto facilmente perché è l’osso più sporgente del braccio. Solitamente i traumi da caduta sul gomito o con l’avambraccio in posizione flessa, colpiscono sempre l’olecrano e spesso possono provocare anche la rottura dell’osso.
Le fratture dell’ olecrano possono essere di 3 tipologie:
- - composte: il frammento osseo rimane nella sua normale posizione anatomica;
- - scomposte e stabile: il frammento osseo si sposta rispetto al resto dell’olecrano, i legamenti rimangono integri o solo parzialmente lesionati, perciò il gomito rimane stabile e non è lussarsi. Si verificano nell’ 80-85% dei casi;
- - scomposta e instabile: in queste fratture i legamenti sono gravemente danneggiati ed il gomito è instabile, ossia tende a lussarsi.
Nel 15% dei casi le fratture possono essere esposte con una fuoriuscita dell’osso. Inoltre l’ olecrano tende a rompersi maggiormente negli adulti rispetto che nei bambini perché nei primi anni di vita l’osso è più corto e più resistente all’estremità.
Solitamente le fratture dell’ olecrano sono delle lesioni isolate, ma nei pazienti con traumi multipli si possono trovare delle lesioni multiple. Per guarire una frattura dell’ olecrano è necessario un trattamento conservativo e a volte un intervento chirurgico.
2. LE CAUSE
La causa più ricorrente di frattura dell’ olecrano è la caduta sul braccio piegato e supinato sul palmo della mano: la mano colpisce il terreno mentre i muscoli si contraggono per cercare di fermare la caduta e spingono l’ olecrano sull’omero provocando la rottura dell’osso.
Altre cause comuni sono:
- - trauma diretto nella zona posteriore dell’ olecrano a causa di una caduta all’indietro (ad esempio scivolando sul ghiaccio);
- - trauma in iperestensione;
- - rottura a causa di una trazione muscolare (ad esempio a causa di un lancio).
3. LA SINTOMATOLOGIA
La frattura dell’ olecrano si manifesta attraverso:
- - dolore al gomito (molto forte nei primi giorni, sparisce quando si porta il gesso e ricompare quando si toglie il gesso);
- - difficoltà nei movimenti;
- - echimosi;
- - gonfiore al braccio che può durare alcuni mesi;
- - in caso di lesione al nervo ulnare si verifica una perdita di sensibilità al mignolo e all’anulare ed anche del formicolio;
- - a volte si accompagna a una lussazione di gomito negli adulti e ad una frattura del condilo omerale nei bambini;
- - nei pazienti con traumi importanti si accompagna alla rottura di altre ossa, fratture varie, lesioni alla milza, rottura dell’arteria ascellare.
4. I POSSIBILI RIMEDI
In un primo momento al pronto soccorso viene applicato del ghiaccio sul braccio, vengono somministrati degli antidolorifici e viene immobilizzato il gomito col il gesso. In un secondo momento, se la frattura è scomposta, è necessario effettuare una riduzione e cioè allineare i frammenti ossei.
Quando viene applicato il gesso, il paziente non può alzare nulla con il braccio per circa 3-4 settimane mentre quando viene rimosso il gesso è necessario effettuare un programma riabilitativo perché il braccio tende ad irrigidirsi.
Nei casi in cui alla rimozione del gesso alcuni frammenti ossei si sono spostati, è necessario un intervento chirurgico. La stessa cosa vale nei casi in cui è presente una lussazione di gomito o una frattura esposta.
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