1. LA PATOLOGIA
Lo scafoide, insieme all’osso semiulnare e piramidale, è un osso breve (30mm) del carpo la cui forma ricorda quella di uno scafo: il suo nome deriva dalle due parole greche “skaphè”, che significa barca ed “edeidos”, che significa forma. E’ posizionato sul lato del pollice nella zona in cui il pollice si piega (si può vedere quando il pollice assume la posizione dell’autostop). E’ una delle ossa che più facilmente si fratturano quando si cade sul braccio esteso e con il polso flesso: rappresenta il 90% delle fratture delle ossa del carpo. Le fratture dello scafoide si possono verificare in persone di ogni età e solitamente avvengono durante lo svolgimento di attività sportive o a seguito di un incidente automobilistico o motociclistico.
2. LE CAUSE
La causa principale della frattura dello scafoide è la caduta sul braccio esteso con il polso teso: il peso del corpo viene a gravare sul polso e perciò si manifesta la frattura. Tra i fattori che possono aumentare la probabilità di contrarre una frattura dello scafoide ci sono:- - incidenti automobilistici o motociclisti;
- - attività sportive di ogni genere ma soprattutto pattinaggio e snowboard;
- - tra i giovani fra i 20 e i 30 anni è più alta la probabilità di fratturarsi le ossa del carpo.
3. I SINTOMI
Tra i sintomi più comuni nei pazienti colpiti dalla patologia ci sono:
- - dolore che tende ad aumentare quando si muove il polso, quando si muove il pollice o quando si afferra un oggetto con la mano;
- - gonfiore al pollice e al polso (questo sintomo non si manifesta in tutti i casi);
- - difficoltà di movimento del polso e del pollice.
4. I POSSIBILI RIMEDI
La diagnosi della frattura dello scafoide carpale si basa su una visita dell’ortopedico seguita da TAC e risonanza magnetica. La scelta del trattamento da seguire dipende dalla gravità della frattura e dalla posizione dell’osso. Nei casi in cui la frattura è posizionata vicino al pollice, è necessario indossare il gesso fino al gomito mentre nel caso in cui la frattura è più vicina all’avambraccio il gesso include anche il pollice ed il braccio. La durata dell’ingessatura è dalle 6 alle 8 settimane.
L’intervento chirurgico è necessario nei casi in cui l’osso si rompe nel mezzo oppure se la frattura è scomposta; a volte è richiesto un innesto osseo.
Dopo l’intervento chirurgico e l’ingessatura, la guarigione dell’osso richiede una tempistica di circa sei mesi dove il paziente non può svolgere attività sportive e non può sforzare il polso e la mano.
5. GRIP ANTISHOCK NOENE®
Per proteggere le mani, i polsi, i gomiti e le spalle, il prodotto Noene® più indicato è il grip antishock. Testato in moltissime circostanze, il grip antishock è indicato per tutte le situazioni in cui mani e braccia sono soggette a sollecitazioni, sia nello sport che nelle attività quotidiane. E’ utile per chi svolge attività sportive come il pattinaggio o lo snowboard dove la frequenza della cadute sulla mano èmolto alta. I principali benefici sono:- - Riduzione del formicolio causato dalla vibrazioni continue su mani e braccia (ciclismo);
- - Negli sport con racchetta (es. squash, tennis, paddle) elimina gli shock che causano le infiammazioni ai tendini (es. epicondilite, meglio nota come “gomito del tennista”);
- - Protezione di mani e braccia dai micro-traumi derivanti dalle vibrazioni a cui sono soggette in determinate attività (es. MTB).
12/01/2015
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Categories: Salute e Benessere, Patologie e Suggerimenti
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