GRIP NOENE a cura di Alessandro Schiasselloni
Operatore Tecnico del Benessere Riflessologo e Mental Coach
Preparatore Atletico / Istrutttore Sportivo (UNIGE)
PIVA: 01502930991 Email: aschiasselloni@gmail.com;
Presso Centro Medina dello Sport - Via Aurelia Ponente 4n. Rapallo - 0185-272720 / 333-2281172
Sito Internet: www.posturale.info www.sportmentalist.it
Eccomi qua, a parlare del GRIP Noene.
Dopo le mie recensioni in merito alle solette, penso sia giusto inserire un nuovo contributo tecnico basato anche sull'esperienza diretta avuta con il Grip Noene, per cui non solo quella tecnica meccanica o quella dell'effetto placebo, ma di una situazione personale dovuta ad un infortunio al V metacarpo della mia mano sinistra.
Come da RX che segue, è evidente la frattura spiroide a carico del V metacarpo dovuta a un caduta alquanto banale, ma capita...

In base a consulto medico e a una scelta personale, non sono state applicate piastre o fili di riallineamento. Dopo circa due mesi di recupero, ho ripreso a pedalare, senza tutore, ma con ovvio bendaggio contenitivo.
Ho fatto vari test e la scelta di un nastro manubrio morbido, oltre l'applicazione diretta sotto il medesimo del GRIP Noene, è stata fondamentale.
Avevo già provato il GRIP in condizioni normali e ne avevo avvertito i benefici. All'epoca pensai si trattasse di un effetto placebo, senza un reale problema a cui dare risposta era difficile da valutare.
Ma in questo caso, le sensazioni sono state confermate dalla realtà dei fatti, ovvero dalla prova meccanica nell'assorbire le vibrazioni durante il moto del mezzo (la bicicletta da strada) dove, con una mano in questa situazione, ogni vibrazione avrebbe potuto essere un riflesso di dolore molto forte.
Grazie al GRIP, invece, il tutto si è nettamente ridotto: non aggiungo altro.
Ad oggi, ho consigliato a vari ciclisti l'uso del GRIP quale mezzo di riduzione dello stress dovuto alla carenza di assorbimento durante la guida, nelle condizioni tradizionali. Tale mancanza di assorbimento, infatti, va ad incrementare i dolori intrarticolari alle spalle e al collo, provocando i noti formicolii alle mani e braccia.
Non posso che dare un giudizio positivo su questo prodotto: perché non metterlo? Alla fine, quel poco o tanto lo fa, perché soffrire se si può evitare, in parte, questa sofferenza?
Il grip, come le solette, sono da utilizzare in sinergia con le cure convenzionali, ma sopratutto in ottica di prevenzione.
Anche nel Tennis, ho ottenuto ottimi report in merito alla sinergia dei miei trattamenti di riflessologia e riequilibrio posturale/funzionale abbinati all'uso del GRIP. Questo, per quanto riguarda i polsi, le spalle e la cervicale: sia a livello articolare puro, che muscolo-tendineo.
Noto sempre una certa "resistenza" quando consiglio questo prodotto o le solette. Siamo educati a curare, ma non a prevenire, purtroppo.
Ritornando al ciclismo, spesso accusiamo il formicolio alle mani. Direi fastidioso, no?
Sicuramente, la posizione in bici è fondamentale. Si carica troppo spesso il peso del corpo sul manubrio o lo si tira per compensare le carenze muscolari dei motori principali (arti inferiori).
Questo causa una carenza di circolazione e sopratutto forti tensioni riflesse da compressioni >> VIBRAZIONI .
I problemi alle mani dovuti al ciclismo solitamente si manifestano con:
- Formicolii: spesso localizzati nella parte centrale della mano o a livello del polso, sono l’indicazione di un’eccessiva compressione dei nervi all’interno del tunnel carpale.
- Pizzicore: può essere accompagnato da una sensazione di leggero bruciore e sono lo specchio di un’infiammazione in corso.
- Perdita di sensibilità: il ciclista può arrivare a “non sentire più le mani”, il problema può dipendere dalla compressione dei nervi e da un’eccessiva contrazione muscolare, prolungata nel tempo come percorrere discese su terreni sconnessi. La bici da strada non è ammortizzata, e se la MTB lo è , le strade sono comunque molto sconnesse. Le vibrazioni da assorbire sono molte di più di quanto la nostra forcella / ruota riesca ad assorbire.
- Scarica elettrica: si ha come l’impressione che una scarica elettrica si diparta dal polso e si propaghi per tutta la mano, impedendo addirittura di mantenere la mano salda sul manubrio. Anche in questo caso, è sintomo di una compressione dei nervi.
In questa sede vorrei approfondire anche il termine TECNOPATIA, con il quale si identifica una serie di problemi fisici legati a uno scorretto posizionamento in bicicletta.
La bicicletta è simmetrica in maniera perfetta, se viene considerata nei suoi assi di riferimento (sagittale - longitudinale - trasversale). Direi che è meraviglioso il modo in cui il nostro corpo assorbe ogni carenza muscolare o mobilità articolare durante l'azione meccanica della pedalata e guida.
Per questo, un corretto posizionamento in bicicletta risulta fondamentale, sopratutto nei novice, cioè nei soggetti che praticano il ciclismo saltuariamente.
La carenza di elasticità del corpo, sommata a blocchi posturali delle catene muscolari ascendenti discendenti incrociate, è tipica delle abitudini lavorative quotidiane, poco consoni a un corpo che si è evoluto in migliaia di anni da quadrupede a bipodalico, La conseguenza, per chi va in bici, sono le complicazioni di deambulazione, in questo caso una pedalata disorganizzata.
In bici ritorniamo in parte ad essere quadrupedi, non siamo abituati a stare ore ed ore in questa posizione. Le zone muscolari si devo riadattare allo sforzo di sostegno e compensazione (sinergia).
Ecco allora che il GRIP Noene ti può aiutare a non far diventare le uscite in bici una sofferenza ulteriore, che già subisci per via dell'adattamento in posizione prona sul mezzo (strada e MTB).
Logicamente, il tutto va sempre considerato nel sistema complesso, quale è il corpo umano, non solo muscoli e ossa, ma materia in continuo cambiamento per adattarsi all'ambiente che ci circonda, in questo caso lo sport.
Mai dare ad un singolo concetto la risoluzione legata ad un unico sintomo, poiché è molto spesso la somma di tante carenze. Purtroppo, chi non conosce non sa, e chi non prova spesso sa per sentito dire....
Alla fine, solo tu sei consapevole di cosa è giusto per te. Infatti, non sempre si percorrono le stesse strade della "massa", specie quando riteniamo che non sia opportuno farlo. Facendolo, ci perderemmo inutilmente e impiegheremmo molto più tempo a trovare il nostro equilibrio in termini di salute e felicità.