1. LA PATOLOGIA
I legamenti sono delle strutture fibrose che hanno il compito di tenere unite 2 ossa o 2 parti dello stesso osso oppure di mantenere stabile un organo nella sua posizione anatomica. Sono strutture molto resistenti ma poco elastiche che spesso, se sottoposte a continue sollecitazioni, in un primo momento si stirano, poi si strappano ed in fine si rompono. Queste lesioni si manifestano soprattutto negli sportivi che quotidianamente effettuano esercizi ripetitivi che sollecitano i legamenti, anche se a volte si verificano anche a seguito di un trauma quando le forze applicate ai legamenti arrivano a superare la loro resistenza. Le lesioni possono essere di diverso grado:
- PRIMO GRADO: si verifica quando la lesione colpisce solo una piccola parte delle fibre legamentose e la funzionalità dell’articolazione non viene intaccata;- - SECONDO GRADO: si verifica quando la lesione colpisce circa la metà delle fibre del legamento e più sono le fibre interessate dalla lesione e maggiore sarà il grado di instabilità dell’articolazione di riferimento;
- - TERZO GRADO: si verifica quando il legamento si rompe; la rottura può essere centrale oppure vicino l’osso e in questo caso si può verificare anche il distaccamento dell’osso (avulsione ossea).
2. LE CAUSE
La lesione dei legamenti può dipendere da diverse cause:- - contusioni;
- - cadute accidentali;
- - perdita di equilibrio (anziani);
- - difficoltà di deambulazione (anziani);
- - svolgimento di attività sportive (calcio, la pallavolo, il rugby, lo sci e la ginnastica);
- - traumi di vario genere.
3. I SINTOMI
Le lesioni ai legamenti possono manifestarsi attraverso i seguenti sintomi che aumentano in base al grado della lesione:
- - dolore che aumenta quando si compiono alcuni movimenti;
- - instabilità articolare;
- - ecchimosi (spesso quando si lacera un legamento si causa un’emorragia)
- - difficoltà deambulatorie;
- - gonfiore.
4. I RIMEDI
La patologia viene diagnosticata attraverso dei test specifici e un esame obiettivo a cui nei casi più gravi segue una risonanza magnetica. Nei casi in cui si sospettano anche delle fratture è necessario effettuare una radiografia. Nella fase acuta è consigliato tenere l’arto a riposo, applicare del ghiaccio, tenere l’arto elevato e comprimere nel caso di sanguinamento. Successivamente si procede con un trattamento conservativo perché i legamenti sono delle strutture vascolarizzate che riescono a ripararsi autonomamente anche se con tempi molto lunghi (4-6 settimane). Durante il periodo di guarigione è fondamentale seguire un programma riabilitativo in modo che le nuove fibre di collagene possano allinearsi correttamente. Soltanto nei casi più gravi è necessario intervenire chirurgicamente e successivamente seguire un programma riabilitativo intenso per riattivare la mobilità dell’articolazione e rafforzare la muscolatura.
5. LE SOLETTE NOENE®
Per attenuare i sintomi provocati dalle lesioni ai legamenti, è consigliato l’utilizzo quotidiano delle solette antishock Noene® che riescono ad assorbire il 98% delle onde di shock che si sviluppano quando si cammina o quando si pratica uno sport. In questo modo si evita di sovraccaricare le articolazioni in modo da prevenire o attenuare dolorose patologie, come il gonfiore e il dolore agli arti. Il miglioramento della postura e l’utilizzo quotidiano delle solette e dei plantari Noene® attenuano la possibilità di avere fratture, lussazioni ed altre fastidiose patologie al ginocchio, alla spalla, alla caviglia, ect.Solette antishock Noene®: il benessere dei vostri legamenti!
23/02/2015
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Categories: Salute e Benessere, Patologie e Suggerimenti
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