Fabio Menino, autore della parte gare della guida Outdoor Running di Ski-alper, nonché Team Manager del Team Salomon Agisko con Andrea Callera e Joana Caros, ha dedicato un interessante articolo alla sua esperienza con le solette e con i plantari Noene®, sponsor del Team nel 2013.
Riportiamo di seguito il suo articolo:
NOENE®, quando le collaborazioni funzionano
Tempo di rendiconti di fine stagione e di commenti sul materiale testato per conto delle aziende con cui ho avuto il piacere di collaborare quest’anno.
Inizio questa rassegna da NOENE® in quanto è il prodotto che ha avuto meno visibilità diretta dalle centinaia di fotografie del Tam Salomon Agisko pubblicate nel corso della stagione, se non per il logo stampato sulle divise degli atleti. Questo perché, producendo plantari ad alta tecnologia, il loro utilizzo all’interno delle calzature non ne offre ovviamente una visione diretta come è invece avvenuto per l’abbigliamento Salomon, gli integratori Agisko e le lampade Petzl.
Io ho testato le solette e i plantari NOENE® nel corso della stagione avendo come importante banco di prova i quattordici giorni trascorsi lungo il sentiero del GTA, dalla Valle Anzasca alla Valle Po, una circostanza che gli stessi proprietari dell’azienda hanno accolto con grande interesse.
In riferimento a NOENE®, ho utilizzato la soletta Optimum OFP2, rivestita quindi con tessuto NEXUS Energy Source®, la talloniera TC4 e due inserti sempre di materiale NOENE® cuciti all’interno degli spallacci dello zaino. Come scarpe, ho invece utilizzato per i primi 200 km le Salomon SpeedCross 3, poi le Salomon Sense e infine, per gli ultimi 110 km, le Salomon Wings Sky GTX® 2.
Per i non addetti ai lavori, cerco di spiegare in cosa consistono i prodotti utilizzati. Nel caso specifico dell’outdoor, NOENE® sono dei plantari ad alta tecnologia, fabbricati con un materiale capace di assorbire e quindi disperdere le onde d’urto che inevitabilmente si producono a ogni passo.
La proprietà principale del materiale NOENE® è la sua viscoelasticità, ovvero la capacità di ammortizzare. E’ un materiale versatile che trova collocazione in molti ambiti, non solo sportivi. Originariamente, infatti, è stato creato nel settore dell’industria per contenere gli effetti delle vibrazioni prodotte dai macchinari pesanti. Ad oggi si utilizza per esempio su vetture da corsa e sui treni ad alta velocità.
È stato anche impiegato nella costruzione della metropolitana di Milano per assorbire le vibrazioni potenzialmente dannose per la struttura del Duomo. Per quanto riguarda il materiale di rivestimento delle Optimum da me utilizzate, il NEXUS Energy Source®, questo è una fibra high-tech che combina tre metalli nobili, platino, titanio e alluminio, i quali conferiscono la proprietà unica di emettere raggi infrarossi lontani (FIR), che hanno benefici per la salute.
Una volta tornato dal GTA ho trascritto subito le mie impressioni e prima di pubblicarle ho voluto leggere tutte le schede tecniche compilate dagli atleti del team per una verifica di quanto da me riscontrato. Come avvenuto per qualcuno di loro, a inizio stagione ero curioso, ma anche scettico, di fronte alle tante testimonianza lette circa i benefici di NOENE®. Da subito, però, mi avevano colpito le testimonianze di alcuni utilizzatori del prodotto non sponsorizzati dall’azienda, primo tra tutti il ballerino Roberto Bolle per il semplice fatto che oltre ad essere molto famoso, è anche originario del monferrato dove io vivo.
Alla vigilia del GTA la mia preoccupazione maggiore era rivolta alla bandelletta ileotibiale che non pochi problemi mi aveva già creato a partire dalla stagione 2010. Sapevo a priori che se il problema si fosse nuovamente manifestato, sarei stato costretto ad interrompere la mia lunga passeggiata. Come riscontrato nel corso di tutta la stagione, penso che anche per il GTA il contributo di NOENE®. in questo ambito sia stato molto importante.
Nei 420 km e 30.000 metri di dislivello positivo percorsi non solo non ho riscontrato problemi alla bandelletta ma ho la convinzione che, oltre al riscontro pratico, l’idea di avere un ulteriore supporto all’interno della scarpa abbia giocato anche un importante ruolo a livello psicologico. Penso che sia stata un’occasione molto significativa per testare il prodotto in questione, e non solo, in quanto ho mediamente camminato tra le 11 e le 13 ore tutti i giorni.
Senza entrare in tecnicismi che rientrerebbero in un ambito di soggettività, vorrei invece riportare il mio giudizio sui prodotti NOENE® da me utilizzati avvalendomi di un episodio che si è verificato per pura coincidenza. La quarta tappa del GTA è stata caratterizzata da temporali e pioggia battente lungo la quasi totalità della giornata.
Una volta giunto al posto tappa di giornata, ho tolto le solette e i plantari NOENE® per far asciugare più velocemente le scarpe. Il mattino dopo, ho reinserito le solette dimenticandomi i plantari che avevo invece riposto in una tasca dello zaino, in quanto asciutti. Una volta ripartito, ho impiegato circa un’ora per comprendere la causa di una strana sensazione che provavo. Mi sembrava realmente di camminare in modo diverso, specialmente nei brevi tratti in discesa e inizialmente pensavo fosse dovuto ai primi problemi alle articolazioni che incominciavano ad affiorare.
Poi, alla prima occasione in cui mi sono fermato per consultare la cartina, mi sono reso conto della dimenticanza e ho quindi inserito i plantari NOENE® nelle scarpe. Psicologia o meno, non m’interessa particolarmente, sono ripartito ritrovando l’armonia del movimento dei giorni precedenti.
Parlo di armonia perché oltre a un beneficio diretto e immediatamente riscontrabile nell’appoggio, si è trattato di una questione di benessere generale secondo me imputabile alla combinazione del materiale NOENE® e NEXUS Energy Source®. Non ho le competenze per argomentare questa sensazione su basi scientifiche ma per me questo trova un’importanza secondaria a fronte dei benefici riscontrati.
Raccontando l’accaduto ai responsabili di NOENE®, che in modo del tutto naturale non si sono meravigliati dell’accaduto, ho detto loro che la difficoltà maggiore da un punto di vista commerciale potrebbe essere quella di far provare alla gente le solette e i plantari NOENE®, ma ho anche detto loro che, secondo me, chi li utilizzerà in modo continuativo, sarà poi difficile che possa rinunciarvi.
23-ottobre-2013 - http://fabiomenblog.tumblr.com/post/64856775453/noene-r-quando-le-collaborazioni-funzionano
Per avere più informazioni su Fabio Menino, visitate il suo blog: http://fabiomenblog.tumblr.com/