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Pronazione e supinazione

Pronazione e supinazione

Pronazione e supinazione sono due termini medici utilizzati principalmente nell’ambito del running.

E’ importante premettere che nella corsa esistono tre fasi:

  1. Una prima fase di appoggio, ovvero il momento in cui il tallone viene a contatto con il suolo. Nel preciso istante dell'impatto con il terreno, si scarica sul piede una forza pari a circa tre volte il proprio peso corporeo;
  2. Vi è poi una seconda fase, detta fase di sostegno, in cui il peso del corpo si sposta in avanti. Il peso, fino ad ora concentrato sul tallone, inizia a scaricarsi sulla zona mediale. Il piede ruota in avanti provocando una torsione, che può essere rivolta verso l'interno (pronazione) o verso l'esterno (supinazione).
  3. Infine c’è una terza fase, chiamata di stacco, in cui il piede, terminata la fase di sostegno, prosegue la propria rotazione trasferendo il peso dalla zona mediale all'avanpiede.
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PRONAZIONE

La pronazione è il normale movimento biomeccanico che il piede effettua verso l'interno, nella dinamica della corsa, dalla fase di appoggio a quella di spinta. Quando si corre la pronazione serve ad ammortizzare il contatto iniziale con la superficie; senza di essa, infatti, lo shock dell’ impatto col terreno graverebbe totalmente sulle gambe. Oltre ad ammortizzare, la pronazione aiuta anche il piede a riconoscere su quale tipo di terreno ci si muove, stabilizzandolo e regolandolo in base al tipo di terreno.

Pronazione-supinazione-noeneUna pronazione eccessiva, però, fa sì che il piede continui a ruotare anche in seguito all’impatto sul terreno invece di cominciare la fase di spinta. Ciò genera una tensione eccessiva nella zona tibiale e al ginocchio, causando dolore in prossimità delle stesse. In questo caso si parla d’iperpronazione. Il soggetto iperpronatore tende a compensare il proprio movimento errato attraverso i legamenti del ginocchio e le fasce muscolari. Così facendo, potrebbe creare scompensi e danni alle articolazioni. Ginocchia vare e piedi piatti possono essere accentuare e persino causare questo problema.

In caso di iperpronazione, dato che l'appoggio avviene principalmente sulla parte interna dell'avanpiede, è opportuno utilizzare delle scarpe stabili.

SUPINAZIONE

La supinazione, invece, si verifica quando il piede non prona, ovvero quando il lato esterno/laterale del tallone tocca terra con un angolo maggiore rispetto a quello fisiologico di appoggio del piede sul terreno. Non avvenendo la corretta pronazione si ha una  conseguente trasmissione di shock da impatto alla parte inferiore della gamba che ne accusa. Durate la corsa, dalla fase di appoggio alla rullata sino alla spinta finale, viene mantenuto il carico prevalentemente sulla parte esterna del piede, incidendo sull’efficienza del passo.

Un eccesso di supinazione (ipersupinazione) può provocare la sindrome della bandelletta ileotibiale, l’infiammazione del tendine d’Achille, la fascite plantare.

noene-piede-piattoI supinatori sono quindi quei soggetti che, correndo, hanno un movimento di pronazione insufficiente a causa di una scarsa mobilità delle articolazioni della parte coinvolta. In questo caso, il corridore non può fare affidamento su nessun sistema di correzione, è sufficiente acquistare delle scarpe neutre, possibilmente leggere, in modo da consentire massima libertà di movimento al piede. È importante anche che la calzatura flessibile nella zona centrale-interna.

I soggetti con archi del piede molto accentuati e tendini d’Achille molto tesi sono predisposti ad avere questo problema. Le scarpe avranno un’usura accentuata nella parte laterale esterna e, se poste su una superficie piana, tenderanno visibilmente a inclinarsi verso l’esterno.

Per rimediare ai problemi indotti da una supinazione eccessiva è necessario indossare calzature adeguate, che offrono un’ottima ammortizzazione, e si devono fare sessioni di stretching mirate per polpacci, tendini del ginocchio, quadricipiti.

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I problemi di iperpronazione e ipersupinazione, come visto, possono determinare un eccesso di carico sulle gambe e, quindi, sull'intero corpo. Molti dei traumi che il nostro apparato locomotore subisce partono proprio dal piede. Patologie non curate o non preventivate per tempo possono dare luogo col tempo a infiammazioni e fratture delle articolazioni (tallonite, fascite plantare, tendinite, spina calcaneare, ecc.). Per questo, oltre a prevedere un costante monitoraggio del proprio fisico, suggeriamo di utilizzare i giusti accessori affinché i rischi siano ridotti al minimo durante qualunque momento della giornata.

Le solette e i plantare antishock Noene® rappresentano una soluzione semplice e immediata, ad altissimo contenuto tecnologico e testata  da migliaia di persone in moltissimi ambiti, sia per la prevenzione che l'eventuale riabilitazione da traumi. Esperti medici, sportivi e persone comuni, concordano sulla loro straordinaria efficacia nell'assorbimento e dispersione delle onde di shock. Grazie al loro supporto, infatti, molti hanno trovato finalmente sollievo alle proprie patologie articolari. Il materiale Noene®, brevettato e prodotto in Svizzera, è l'unico al mondo in grado di assorbire fino al 98% delle vibrazioni in appena 1 mm di spessore.

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