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Pubalgia del podista? Scopri come curarla

Pubalgia del podista? Scopri come curarla
  1. LA PUBALGIA DEL PODISTA
  2. LE CAUSE
  3. I SINTOMI
  4. I RIMEDI
  5. GLI ESPERTI CONSIGLIANO

1. LA PUBALGIA DEL PODISTA

La pubalgia del podista è una sindrome dolorosa che può colpire sia a livello della sinfisi pubica che a livello delle inserzioni muscolo-tendinee degli adduttori e degli addominali. I principali sintomi della pubalgia del podista sono il dolore e l’impotenza funzionale. Il dolore interessa tutto il distretto inguinale dell’atleta, in particolar modo il retto addominale e gli adduttori, nella loro inserzione sul pube. Il dolore può comparire improvvisamente durante un gesto sportivo (solitamente un cambio di direzione o un brusco scatto) e tende a scomparire con il riposo. Esistono tuttavia anche delle forme croniche, in cui il dolore tende a diventare persistente. pubalgia-del-podista

2. LE CAUSE

Le cause principali di pubalgia del podista possono essere differenti da soggetto a soggetto, ma possiamo individuarne alcune principali:
  • - Sovraccarichi eccessivi;
  • - Squilibri muscolari (scarso equilibrio fra la muscolatura degli arti inferiori e quella addominale) e tendinei;
  • - Microtraumi ripetuti nel tempo;
  • - Allenamenti svolti in condizione di affaticamento muscolare e articolare;
  • - Allenamenti svolti con intensità troppo elevate;
  • - Allenamenti svolti senza il dovuto riscaldamento;
  • - Utilizzo di scarpe inadeguate;
  • - Infortuni precedenti non ben recuperati;
  • - Sovrappeso.
Ecco alcuni dati interessanti: il 30% dei casi di pubalgia del runner è causata dal non rispetto del rapporto tra la distanza massima consigliata e suo rapporto peso/altezza dell’atleta; il 15% dei casi di pubalgia deriva da allenamenti collinari frequenti con ritmi eccessivi in discesa. Per determinare in maniera più specifica quali possono essere i fattori principali che hanno causato questa patologia la causa scatenante di questa patologia è necessaria una attenta anamnesi e un esame posturale del soggetto. Spesso si sente dire che sport come il calcio a 5 e il podismo non vanno molto d’accordo. Basta riflettere su un dato: il 45% dei casi di pubalgia è causato dal binomio corsa-calcio. La ragione di questa affermazione è da ricercare nei ripetuti infortuni occorsi a podisti che giocano saltuariamente a calcio a 5, sport dove vengono effettuati continui cambi di direzione, scatti, brusche frenate. Gli infortuni sono connessi al fatto che la muscolatura dei maratoneti e podisti in generale è composta da fibre muscolari prevalentemente lente, poco reattive agli sforzi rapidi e intensi deve tipici del calcio a 5. I muscoli non sono quindi abituati a contrarsi e ad allungarsi velocemente per permettere i movimenti laterali e cambi di direzione. Tra i fattori scatenanti possiamo distinguere tra:
  • - Fattori intrinseci: tutti quei fattori del nostro organismo che non riguardano strettamente la sfera sportiva ma la vita in generale, che dipendono dalle abitudini, dalla postura, dall'equilibrio generale del corpo;
  • - Fattori Tecnici: più strettamente legati a cause sportive.
Tra i fattori intrinseci troviamo: Tra i fattori tecnici rientrano:
  • - Allenamenti su terreni non idonei;
  • - Allenamenti svolti utilizzando posizioni e andature da sprinter;
  • - Tecniche di corsa non corrette;
  • - Allenarsi con compagni che hanno ritmi differenti dal proprio;
  • - Allenamenti svolti in maniera frettolosa, senza riscaldamento o con intensità troppo elevata.
pubalgia podista

3. I SINTOMI

Il principale sintomo associato a questa patologia è uno stato di dolore che può presentarsi già nella fase iniziale del riscaldamento, per poi attenuarsi quando i muscoli si riscaldano, ma spesso persiste e non consente la prosecuzione dell'allenamento, costringendo l’atleta a fermarsi. Il quadro clinico si presenta con una dolenzia marcata in tutto il distretto inguinale dell’atleta, in particolar modo a carico del retto addominale e degli adduttori, nella loro inserzione sul pube. Il dolore al pube il più delle volte è dovuto a tensioni muscolari eccessive, squilibri di forza legati a tensioni muscolari del gruppo dello psoas, degli adduttori, del quadrato dei lombi e del medio gluteo.

4. I RIMEDI

Il trattamento della pubalgia del podista può prevedere diverse attività, tra cui:
  • - Riposare per alcune settimane;
  • - Farsi visitare da un osteopata;
  • - Fare delle sedute di laserterapia;
  • - Fare delle sedute di Tecarterapia
  • - Fare esercizi di stretching con i muscoli adduttori: molte volte sono gli adduttori sono contratti e poco elastici, quindi è opportuno programmare sempre degli esercizi di allungamento muscolare;
  • - Assumere farmaci antinfiammatori.
Ma come spesso di dice “prevenire è meglio che curare". L’ideale sarebbe quindi adottare una serie di accorgimenti che consentano di non arrivare a sviluppare questa fastidiosa patologia. Per esempio sarebbe opportuno:
  • - Allenarsi in modo intelligente, rispettando il principio della gradualità del carico di allenamento;
  • - Alternare momenti di carico più intenso a momenti di riposo;
  • - Alternare sedute di corsa, a sedute di potenziamento muscolare, in particolare addominale e degli ischio-curali;
  • - Fare stretching dinamico, preferendolo a quello balistico, evitando posture prima dell’allenamento e in condizioni di eccessivo affaticamento.

5. GLI ESPERTI CONSIGLIANO

Parte della sintomatologia dolorosa riferita al bacino può essere prevenuta o alleviata con un trattamento mirato ed è consigliato utilizzare delle scarpe e delle solette adatte a dare dei benefici alle articolazioni del corpo. Per questo, gli esperti consigliano l’utilizzo delle solette high-tech Noene, le quali con oltre 100mila test condotti sul campo hanno dimostrato tutta la loro efficacia. È provato, infatti, che siano altamente efficaci nella protezione della schiena e delle articolazioni, aiutando a prevenire l’insorgere di quelli che la comunità medica definisce Disturbi Muscolo-Scheletrici (DMS) da sovraccarico, di cui soffre oltre il 30% della popolazione. Le solette high-tech Noene sono consigliate da mediciesperti e atleti professionisti sia in fase di prevenzione che di un’eventuale riabilitazione. Sono inoltre le uniche al mondo ad avere il riconoscimento di Dispositivo Medico di Classe 1, ottenuto nel rispetto delle Direttive Europee.

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