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Come bisogna affrontare la pubalgia in gravidanza?

Come bisogna affrontare la pubalgia in gravidanza?
  1. LA PUBALGIA IN GRAVIDANZA
  2. LE CAUSE
  3. I SINTOMI
  4. I RIMEDI
  5. GLI ESPERTI CONSIGLIANO

1. LA PUBALGIA IN GRAVIDANZA

Uno dei disturbi più comuni che possono emergere nel periodo della gravidanza è la pubalgia, un problema poco grave ma molto fastidioso. La pubalgia in gravidanza può emergere a partire dal sesto mese di gestazione e si manifesta inizialmente con una sensazione di fastidio nella zona del pube e del basso ventre, che può diventare un vero e proprio dolore. Più che parlare di pubalgia, è più corretto definirla rilassamento doloroso della sinfisi pubica: l’ammorbidirsi dei tessuti in vista del parto può provocare sia pubalgia ma anche mal di schiena, che interessa l’ultimo tratto della colonna vertebrale, dovuto al peso del pancione, e in alcuni casi anche fenomeni di sciatica. In particolare, a causa della gravidanza, subiscono una variazione anche lo scheletro, i muscoli, le articolazioni e i legamenti: ad esempio il peso della pancia può portare ad una maggiore distensione dei legamenti della parete addominale e del perineo. Manifestazioni connesse all’emergere della pubalgia in gravidanza sono:
  • - difficoltà di camminare;
  • - difficoltà ad accavallare le gambe;
  • - problemi a girarsi nel letto.
In ogni caso, rispetto ad altri disturbi, la pubalgia in gravidanza non è considerata una patologia grave né per mamma né per il bambino in arrivo. In genere la pubalgia scompare spontaneamente dopo il parto, senza bisogno di cure. Le ossa tornano nella posizione originaria e, in seguito la nascita del bimbo, il peso dovuto all’utero e a tutta la parete addominale scompare. Patologie simili che possono presentarsi durante la gravidanza sono: pubalgia in gravidanza

2. LE CAUSE

Le cause della pubalgia in gravidanza sono varie, ma quelle principali sono da ricercare nel peso del bambino e dal cambiamento di postura. Il dolore è causato principalmente dalla pressione cui è sottoposto il cingolo pelvico: le ossa della sinfisi pubica, tessuto connettivo che unisce le due estremità ossee del bacino, subiscono una dilatazione a causa della compressione dell’utero. Vi è inoltre una modifica della parete addominale e dell’osso pubico, con interessamento dei nervi di quella zona. Come anticipato anche il peso della pancia provoca una compressione dell’addome: il maggiore volume dell’utero porta a una distensione della parete addominale, con conseguente distensione anche di tutti i tendini che collegano i muscoli alle ossa, come le fasce connettivali. Altra causa di pubalgia in gravidanza è da ricercare nei mutamenti ormonali che caratterizzano questa delicata fase. Il rilassamento dei tessuti viene favorito infatti dalla relaxina, ormone prodotto a partire dal sesto mese di gravidanza con lo scopo di preparare il bacino a sostenere lo sforzo del parto. Infine troviamo le cause legate ad una cattiva postura sia nel camminare sia nello stare sedute: ad esempio una cattiva abitudine è quella di stare ferme appoggiando il peso solo su un piede, distribuendolo in modo scorretto. Anche stando sedute si possono assumere posizioni scorrette: per esempio sbilanciano il peso in avanti si determina un maggior schiacciamento della pancia, con un maggiore apporto di peso sul cingolo pelvico. Nella comparsa della pubalgia in gravidanza va considerato anche il fattore genetico. pubalgia in gravidanza

3. I SINTOMI

La pubalgia in gravidanza si manifesta principalmente con dolori e sensazione di bruciore al pube e alla zona inguinale, che rendono estremamente difficili movimenti semplici come l’alzarsi dal letto, fare le scale, scendere e salire dall’auto. A volte i dolori possono estendersi fino all’interno coscia e alla bassa schiena. mal-di-schiena-in-gravidanza1

4. I RIMEDI

Non esiste una vera e propria terapia per combattere la pubalgia in gravidanza. Una volta si prescrivevano integratori alimentari a base di vitamina D e calcio per rinforzare le ossa, oggi  si punta più ginnastica dolce e sul rilassamento muscolare. E’ sconsigliata la somministrazione di farmaci ma se il dolore persiste, è possibile assumere paracetamolo dietro il parere medico. Per alleviare i sintomi della pubalgia in gravidanza, è possibile mettere in atto una serie di facili accorgimenti come:
  • - evitare di mantenere a lungo la stessa posizione da sedute;
  • - evitare di stare molto tempo in piedi, o comunque se è necessario rimanere molte ore in questa posizione bisogna appoggiare bene entrambi i piedi in modo da distribuire equamente il peso;
  • - non indossare scarpe con il tacco alto;
  • - evitare di eseguire lunghi lavori come ad esempio stirare e cercare di dividere il lavoro in più riprese per non affaticare l'articolazione pubica;
  • - dormire con un cuscino tra le gambe o sotto il sedere quando si sta sedute;
  • - mantenere le gambe parallele e simmetriche il più possibile quando ci si muove nel letto;
  • - fare attività fisica e praticate sport come il nuoto o l'acquagym per alleggerire le tensioni e ottenere una maggior distensione della muscolatura, soprattutto a livello perineale, utile al momento del parto (spesso nelle piscine vengono organizzati corsi specifici per donne in gravidanza);
  • - applicare una borsa del ghiaccio nella zona interessata dal dolore;
  • - caricare il peso su tutte e due le gambe quando si compiono dei movimenti impegnativi, come scendere dalla macchina;
  • - tenere il peso sotto controllo: la pubalgia è connessa a un eccessivo aumento di peso che dovrebbe essere contenuto tra gli 8 e gli 11 kg;
  • - indossare busti e corsetti per sostenere l’addome e la schiena (evitare quelli rigidi e troppo restrittivi, che possono creare problemi alla circolazione);
  • - utilizzare collant specifici specie se si è in sovrappeso: in questo modo si favorisce il ritorno venoso dal basso verso il cuore;
  • - sedersi correttamente appoggiando tutta la schiena allo schienale della sedia, evitando di tenere il peso in avanti e comprimendo così la pancia;
  • - evitare di trasportare pesi eccessivi per non gravare troppo sulla schiena.
Esistono inoltre alcuni rimedi naturali quali:
  • - Agopuntura, efficace per tutte le patologie dolorose e infiammatorie muscolo-scheletriche;
  • - Omeopatia: ad esempio l'Arnica è efficace contro il dolore e la sensazione di gonfiore; la Bryonia quando la pubalgia migliora con il riposo ed è aggravata dal movimento; il Rhus Toxicondendorn se i disturbi sono causati da continui cambi di posizione (per esempio dalla posizione seduta a quella in piedi) ;
  • - riflessologia plantare.
  • - Osteopatia: lò'osteopata, tramite manipolazioni, agisce sulle tensioni che si accumulano nella zona pubica sciogliendole e ripristinando elasticità. Inoltre, riallinea le ossa del bacino, i tessuti ed i legamenti riportandoli alle loro posizioni originarie.
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5. GLI ESPERTI CONSIGLIANO

Parte della sintomatologia dolorosa riferita al bacino può essere prevenuta o alleviata con un trattamento mirato ed è consigliato utilizzare delle scarpe e delle solette adatte a dare dei benefici alle articolazioni del corpo. Per questo, gli esperti consigliano l’utilizzo delle solette high-tech Noene, le quali con oltre 100mila test condotti sul campo hanno dimostrato tutta la loro efficacia. È provato, infatti, che siano altamente efficaci nella protezione della schiena e delle articolazioni, aiutando a prevenire l’insorgere di quelli che la comunità medica definisce Disturbi Muscolo-Scheletrici (DMS) da sovraccarico, di cui soffre oltre il 30% della popolazione. Le solette high-tech Noene sono consigliate da mediciesperti e atleti professionisti sia in fase di prevenzione che di un’eventuale riabilitazione. Sono inoltre le uniche al mondo ad avere il riconoscimento di Dispositivo Medico di Classe 1, ottenuto nel rispetto delle Direttive Europee.

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