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Test della rivista SCI FONDO: "Sotto il piede lo shock si riduce"

Test della rivista SCI FONDO: "Sotto il piede lo shock si riduce"

TESTMEN: Rivista SCI FONDO SPORT: Sci di fondo

MODELLI TESTATI: pulsante-acquista-ora-optimum-ofp2


Se ci pensate bene, la pianta del piede è l’ultimo terminale tra noi e i nostri attrezzi, lì si gioca molto della partita tra spinta, tenuta, sensibilità, equilibrio, stanchezza.

Prima ancora degli sci, degli attacchi e della scarpa, la pianta del piede lavora direttamente sul plantare nella scarpa e, come abbiamo visto lo scorso anno, una buona soletta sotto il piede consente di ottenere numerosi vantaggi.

Ma c’è un aspetto che in passato è stato tralasciato e che ora viene preso in considerazione anche grazie all’evoluzione tecnologica: l’affaticamento.

Essendo la pianta del piede l’ultimo avamposto verso l’attrezzo, è la parte probabilmente più sollecitata dallo stress dell’esercizio fisico, perché accusa prima fra tutte le forti sollecitazioni che arrivano dal terreno, dal basso verso l’alto.

Da questa analisi nemmeno il fondo può esimersi perché, seppur impercettibili, anche nello skating o nella tecnica classica la pianta del piede viene sollecitata. In soccorso a questa esigenza accorre un prodotto innovativo quanto straordinario: Noene.

Si tratta di un elastomero vibro-assorbente composto da micro cellule cristalline, che sono in grado di assorbire fino al 98% delle vibrazioni di shock. Il risultato di Noene è il frutto di 25 anni di ricerca che ha consentito di produrre una soletta in grado di essere elastica e ammortizzante.

In altre parole, Noene ha due caratteristiche principali: da una parte l’elasticità che permette di assorbire l’energia (un comportamento simile in natura lo troviamo nel caucciù), e dall’altra la capacità di ammortizzare e disperdere l’energia da sollecitazione. Tutto questo con una soletta dello spessore di 2 millimetri (modello OFP02) o di 1 millimetro (modello OFP01).

Utilizzando quindi Noene come soletta aggiuntiva nelle nostre scarpe, potremo neutralizzare le onde di microurti che, generati dal contatto continuo con il suolo, si propagano e risalgono dai piedi fino ai punti nevralgici dell’apparato motorio umano.

Queste continue sollecitazioni sono spesso all’origine di numerosi disturbi ossei e muscolari, quali tendiniti, periostiti, cervicale, dolori articolari. Numerose ricercano indicano che se usati in modo regolare, anche durante la vita quotidiana, i prodotti Noene sono in grado di ridurre fortemente queste problematiche e, di conseguenza, migliorano la performance dello sportivo.

Ma non è tutto, perché l’azienda svizzera produttrice delle solette Noene ha prodotto una evoluzione delle solette, grazie alla partnership con Nexus. Proveniente dal campo dei filati chimici intelligenti, Nexus Energy Source è una speciale fibra tessile che contiene micropolveri di platino, titanio e alluminio, mescolate nella fibra stessa già in fase di estrusione.

La particolare composizione chimica di Nexus ES produce una naturale e costante emissione infrarossa i cui raggi hanno una lunghezza d’onda tra i 4 e i 14 micron. Che benefici possiamo trarre da una fibra in grado di emettere raggi infrarossi?

Gli effetti terapeutici della fibra Nexus ES sono legati al rilassamento muscolare, perché provocano il riscaldamento dei tessuti, e all’effetto antalgico, cioé antidolorifico, conseguenza della vasodilatazione, e trofico, ovvero in grado di facilitare il trasporto di sostanze nutritive e di ossigeno nei tessuti.

In altre parole, si è visto che l’uso delle solette Noene Nexus ES ha messo in luce alcune proprietà come l’aumento del flusso di sangue nei capillari venosi fini, riducendo il rischio di coaguli o di stasi venosa, aumentando l’elasticità delle pareti arteriose. Questo migliora il ritorno venoso e la lotta contro le gambe gonfie.

La soletta Noene riduce anche le infiammazioni. Inoltre, allevia i crampi alle dita del piede e della caviglia, attenua la rigidità dei piedi e ritarda lo sviluppo batterico diminuendo l’odore dei piedi.

TEST SU STRADA

La nostra prova si è concentrata su un test empirico svolto con gli skiroll, strumento che mette in evidenza le sollecitazione di un terreno sconnesso, molto di più di una pista di neve, seppur ghiacciata.

Naturalmente la nostra prova non ha valore scientifico, ma vuole riportare solo delle sensazioni percepite con l’uso della soletta Noene, in particolare su asfalti specialmente rugosi.

La risposta è stata positiva e se ne apprezzano le differenze una volta che si tolgono le solette dalle scarpe e si ritorna a skirollare in modo tradizionale. Infatti, si evidenziano i benefici soprattutto se si inserisce solo una delle due solette, così da testare se al piede destro arrivano più o meno shock dalla strada rispetto al sinistro.

(Articolo apparso sulla rivista Sci Fondo, novembre 2011)

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