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La sindrome di Kienböck: cos’è e come si cura?

La sindrome di Kienböck: cos’è e come si cura?
  1. LA PATOLOGIA
  2. LE CAUSE
  3. I SINTOMI
  4. I POSSIBILI RIMEDI
  5. GRIP ANTISHOCK NOENE®

1. LA PATOLOGIA

La sindrome di Kienböck, conosciuta anche come “sindrome del semiulnare”, è una condizione di sofferenza vascolare di una delle piccole ossa del polso, il semilunare, al quale non arriva sufficiente ossigenazione dal sangue e perciò tende a necrotizzare. L’osso semiulnare fa parte delle 8 ossa che compongono il polso, ha la caratteristica di essere spugnoso e perciò necessita di un maggior apporto sanguigno: quando questo viene a diminuire si può manifestare un’osteonecrosi. La sindrome di Kienböck è una malattia molto rara il cui nome deriva dal suo scopritore, l'austriaco Robert Kienböck e colpisce in prevalenza i maschi adulti che svolgono attività manuali. Altre patologie che colpiscono il polso sono: distorsioni e fratture, la sindrome del tunnel radiale, la sindrome del tunnel carpale, la tendinite del polso, lo scafoide carpale, etc.. sindrome-k2

2. LE CAUSE

Le cause che possono portare allo sviluppo della malattia, non sono ancora state scoperte. Spesso si attribuisce la malattia ad un trauma, come una distorsione o una contusione che possono provocare la sofferenza ossea: traumi molto frequenti a chi pratica sport come il tennis, il baseball, la pallacanestro. Altri fattori di rischio noti sono:sindrome-k3
  • - fattori genetici;
  • - età adulta;
  • - alterazioni nella coagulazione del sangue;
  • - alterazioni della struttura vascolare del polso;
  • - lavori dove la mano viene sforzata quotidianamente con gli stessi gesti ripetitivi. 

3. I SINTOMI

La malattia tende a progredire molto lentamente e i sintomi ricorrenti nei pazienti colpiti dalla sindrome del semiulnare sono:
  • - dolore;
  • - rigidità nel polso;
  • - perdita delle funzioni tattili e prensili;
  • artrite;
  • artrosi;
  • - gonfiore del polso;
  • - difficoltà a girare la mano verso l’alto.

4. I POSSIBILI RIMEDI

La malattia di Kienböck progredisce lentamente, e molte persone giungono al controllo specialistico spesso in condizioni in cui la osteonecrosi dell’osso si è già avviata. Il trattamento per la malattia di Kienböck è in funzione al grado di evoluzione ed è di due tipi:
  • - Trattamento conservativo: si opta per questa tipologia di cura nei casi in cui la malattia è comparsa da pochi mesi; è consigliato l’utilizzo di un tutore, delle sedute di fisioterapia, l’utilizzo di farmaci antiinfiammatori, vasodilatatori e anticoagulanti.
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  • - Trattamento chirurgico: è necessario in quei casi in cui si verifica il collasso del semiulnare. Esistono diverse tipologie di intervento chirurgico, in base alla gravità del caso: rivascolarizzazione, osteotomia, artrodesie fusione ossea.

5. GRIP ANTISHOCK NOENE®

Per proteggere le mani, i polsi e i gomiti il prodotto Noene® più indicato è il grip antishock. Testato in moltissime circostanze,  il grip antishock è indicato per tutte le situazioni in cui mani e braccia sono soggette a sollecitazioni, sia nello sport che nelle attività quotidiane. E’ utile per chi svolge lavori dove sono richiesti movimenti ripetitivi del polso e della mano. I principali benefici sono:
  • - riduzione del formicolio causato dalla vibrazioni continue su mani e braccia (ciclismo);
  • - negli sport con racchetta (es. squash, tennis, paddle) elimina gli shock che causano le infiammazioni ai tendini (es. epicondilite, meglio nota come “gomito del tennista”);
  • - protezione di mani e braccia dai micro-traumi derivanti dalle vibrazioni a cui sono soggette in determinate attività (es. MTB).
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