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Sergio Orsi: i consigli per affrontare un'ultramaratona

Sergio Orsi: i consigli per affrontare un'ultramaratona

UNA SERIE DI CONSIGLI UTILI PER AFFRONTARE AL MEGLIO UN'ULTRAMARATONA.

Tra gli atleti che dopo aver provato Noene® ne sono rimasti entusiasti, e hanno continuato ad allenarsi e gareggiare con le solette anti-shock, c’è anche il plurimedagliato dell’ultramaratona Sergio Orsi.

Abbiamo voluto chiedere al 49enne corridore toscano, detentore del record italiano della 12 ore con km 140.150, qualche consiglio per chi avesse intenzione di andare oltre il limite dei 40 km e avvicinarsi al mondo delle gare più lunghe.

Esiste un allenamento standard per prepararsi a correre una ultramaratona?

Se si sono superate le difficoltà per arrivare a correre la maratona, dopo non è più solo una questione di allenamento, ma si tratta di conoscere i limiti del proprio fisico. Quando ci si allena per correre una maratona ci sono dei programmi precisi da rispettare, oltre i 40 km è soprattutto una questione di testa e di gambe: se la testa funziona allora funzionano anche le gambe.

Tu come ti sei preparato?

Per prepararmi ad affrontare l’ ultramaratona ho fatto allenamenti a base di maratone e gare lunghe. Per prepararmi per la 24 ore ho sempre cercato di correre gare come la 6 e la 12 ore, come la 50 km di Romagna o la 60 km del Lago del Trasimeno. Un allenamento di 24 ore è impossibile da fare, si può arrivare fino alle 12 ore, ma 24 ore sarebbe un massacro.

E’ una questione di gradualità?

Esatto. Io, per esempio, dopo 5 maratone di fila sono riuscito a correre in 2h e 35’, praticamente è un tempo al km di 3’ e 30”. Con questo tempo sulla maratona, quando corro una 24 ore e mantengo una velocità di 5 o 6 minuti per chilometro, ovvero dai 2’ e ½ ai 3’ in più rispetto alla maratona, il mio fisico, che è abituato ai tempi della maratona, recupera molto bene. Se il mio tempo quando faccio la maratona fosse di 5’ al km, allora correndo una maratona lunga, sempre con 5’ al km, troverei molte difficoltà perché quello è il mio limite. Un corridore più va forte in una gara corta e più il suo fisico riesce a recuperare in una gara lunga.

Quanto conta la testa?

La testa è fondamentale. Io ho fatto molte 24 ore in pista, ricordo ad esempio quella del 2005 quando ho vinto a Bergamo il campionato italiano correndo per 241 km e facendo più di 600 giri di pista. Se la testa mi avesse detto di fermarmi dopo 3 o 4 ore non sarei certo riuscito a portare a termine la gara; la testa aiuta a girare e a non scollegarti sul filo della corsa, quando si gira in pista: appena si sgarra di una corsia ci si blocca e ci si ferma.

Durante una gara così lunga, che cosa si mangia?

E’ importante mangiare poco, ma spesso. Le prime 2 o 3 ore mangiare non è un problema perché la salivazione è sempre attiva, dopo le 3 ore si possono avere problemi perché la saliva comincia a impastarsi ed è difficile trovare un cibo adatto. Più passano le ore e più diventa difficile mandare giù il cibo, ma è fondamentale mangiare e bere perché crisi di nausea e perfino di diarrea sono sempre in agguato. Quando si corre si cerca di mangiare barrette energetiche,zuccheri, molti carboidrati. All’ultima 24 ore dell’anno scorso la maggior parte degli atleti italiani sono andati avanti con gel, però solo uno è riuscito ad arrivare alla fine, tra l’altro è l’atleta che ha battuto il mio record italiano sulla 24 ore. Ho parlato con lui e mi ha detto di aver ingerito molto gel, ma anche tanti bocconcini di crostate di marmellata. Il segreto è proprio quello: mangiare poco ma spesso, un bocconcino ogni mezzora per far lavorare lo stomaco.

Quante calorie si consumano durante una gara?

In realtà le calorie che si consumano sono meno di quanto si possa pensare. Agli ultimi trail ai quali ho partecipato, per esempio, ho avuto un consumo di 3600/3700 calorie, mentre durante una 24 ore si consuma intorno alle 10.000. Non sono tante calorie perché durante la gara si mangia tanto, soprattutto zuccheri, ma solo fruttosio e destrioso perché altrimenti si rischierebbe un picco di glicemia che costringerebbe a fermarsi.

Ci sono di metodi per recuperare le energie durante al gara?

Ci sono atleti capaci di fermarsi a dormire per 10 o 15 minuti e poi ripartire come una molla. Ricordo un mio compagno di nazionale, Vincenzo Tarascio, che con me ha fatto due o tre mondiali: lui si fermava ogni 2 ore e dormiva 10 minuti di orologio, poi lo svegliavano e ripartiva carico.

Quali sono le gare più belle in Italia?

Per me la gara più bella è quella del Passatore che si corre a maggio, 100 km da Firenze a Faenza. E’ una gara con una grande tradizione durante la quale si passa da luoghi incantevoli. Si parte alle 15 e si arriva a Faenza dalle 10 di sera in poi; si passa da Fiesole, si raggiunge il Mugello, si sale al Passo della Colla, a 500/600 m sopra il livello del mare e poi si finisce con un sali e scendi fino a Faenza. Anche la 50 km di Romagna e la Pistoia Abetone sono molto belle, così come la 60 km del Lago del Trasimeno, la gara che dà il via alla stagione dell’ultramaratona in Italia. Ogni gara ha la sua storia e il suo fascino. Ultimamente ho scoperto il mondo del trail e anche lì si vedono posti molto belli. Durante l’Ecomaratona delle Orobie Valtellinesi, gara del Trofeo Salomon dove sono arrivato 1° assoluto e 1° di categoria, quando sono passato primo a 2.500 m praticamente ho fatto da apri pista lasciando le mie orme sulla neve fresca. E’ stata una bella esperienza e da ripetere.